La direttrice del Museo scrive alla Gelmini: in calo le presenze di studenti La Vassilika: "Quel che più ci preoccupa è che aumentano le disdette" Una lettera al ministro Maria Stella Gelmini, per denunciare il preoccupante calo delle visite delle scuole al Museo Egizio. Liniziativa è della direttrice Eleni Vassilika, che ha preso carta e penna per comunicare a Roma dati preoccupanti, come quello di una diminuzione dell8 per cento delle prenotazioni per la primavera 2011, il sempre minore numero di richieste di guide per accompagnare gli studenti e, soprattutto, laumento delle disdette nelle ultime settimane per appuntamenti già concordati. «Premesso che non è mia intenzione polemizzare, ci troviamo in una situazione tesa e difficile, di cui ho riferito nei giorni scorsi al consiglio di amministrazione e che ho ritenuto opportuno comunicare al ministero - dice Vassilika - Di solito le scuole ci contattano con molto anticipo, proprio ragionando sui prossimi mesi ci siamo accorti della sensibile diminuzione in prospettiva di giovani visitatori, sia da Torino che da fuori città». Un grave problema per la direttrice, che ha sempre messo al primo posto la formazione e leducazione dei giovani visitatori, con risultati finora più che soddisfacenti. Sono stati 135 mila i bambini e ragazzi che hanno visitato il Museo Egizio nellanno scolastico 2008-2009, di cui 45 mila hanno frequentato i laboratori. Un po inferiori i dati del 2009-2010, ma solo perché a un certo punto in primavera si è posto un limite alle gite delle classi, in previsione del tutto esaurito durante lostensione della Sindone. Poi lincognita di questanno, con la preoccupazione per i numeri che calano: «Potrei fare finta di niente e accontentarmi del pubblico adulto, ma credo sia giusto puntare sul futuro e privilegiare gli studenti, per me sono sempre stati al primo posto - continua Vassilika - Abbiamo intrapreso questa strada e intendiamo proseguirla. Non parlo solo come direttrice del museo, ma anche come persona e come madre. Sperimento infatti anche su di me come una visita approfondita o una conferenza interessante arricchiscano e provochino benessere. Quando le mie figlie poi vanno in giro e vedono qualcosa di stimolante, alla sera abbiamo più argomenti di cui parlare». I bambini allEgizio non pagano lingresso, tra le spese da sostenere ci sono però il bus, il pasto, leventuale guida. I tagli allistruzione spingono dunque a risparmiare, molte classi rinunciano alla visita oppure fanno a meno degli esperti. La scuola deve poi sostenere il costo dellassicurazione, che prevede lobbligo di presenza per due insegnanti. È probabile che anche questa clausola contribuisca a complicare il tutto. «Mi chiedo se non sia possibile una deroga che riconosca la validità dellaccompagnamento di un solo docente, affiancato magari da un genitore» auspica Vassilika. Se la direttrice non vuole polemizzare, e attende fiduciosa una risposta dal ministro, Monica Cerutti, consigliera comunale e regionale di Sinistra Ecologia Libertà, non esita ad attribuire precise responsabilità: «È colpa della Gelmini se ci sono meno visite scolastiche al museo Egizio - si legge in una dichiarazione diffusa ieri in serata - Il ministro ha tagliato gli incentivi per le visite scolastiche, le cosiddette gite, conservando però per gli accompagnatori le responsabilità civili e penali, con il risultato che tanti istituti sono costretti a cancellare i viaggi e molti insegnanti si rifiutano di accompagnare gli studenti». Unulteriore conferma, secondo la consigliera, «che la riforma Gelmini sta uccidendo listruzione pubblica nel nostro paese».