Il sindaco annuncia tagli dal Governo nei prossimi 2 anni Servono partner Dal 2011 meno contributi anche dalle banche, i musei rischiano di essere aperti a giorni alterni «La cultura non è una spesa superflua che può essere tagliata senza conseguenze per la vita di una comunità». Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi condivide il senso della giornata di oggi, dedicata ad accendere le luci sulla cultura tenendo simbolicamente chiuse le porte dei luoghi deputati a ospitarla e trasmetterla, come musei e biblioteche. D'altronde oggi il museo resta chiuso per protesta ma solo perché c'è il rischio nient'affatto remoto che un domani resti chiuso per mancanza di soldi. «La manovra correttiva varata a luglio parla chiaro - dice Bonifazi - Il Comune nel 2011 avrà tre milioni e mezzo di euro di trasferimenti dallo Stato in meno». E nel 2012 andrà peggio perché i milioni di euro in meno di cui disporre saranno 5. Per un ente che ha un bilancio complessivo intorno agli 80 milioni non si ragiona quindi di piccoli numeri. «Anche perché il nostro - aggiunge Bonifazi - è un bilancio rigido in cui di fatto il 93 delle risorse è bloccato per far funzionare tutta la macchina, dalle spese per il personale ai contratti pluriennali in essere all'erogazione dei servizi». E così con la scure che sta per abbattersi sui trasferimenti statali agli enti locali i settori su cui si deve andare a tagliare sono per forza il sociale e la cultura. «Siamo molto preoccupati perché è come andare in controtendenza rispetto a quanto fatto finora per investire sulla cultura e per aprire o riaprire nuove realtà». Il sindaco cita la restituzione alla città del Museo di storia naturale, del Teatro Moderno e dell'Osservatorio astronomico, la novità del Centro di documentazione delle arti visive e l'impegno per offrire una programmazione culturale di livello ma guarda anche con preoccupazione ai "lavori in corso". Il prossimo obiettivo è l'apertura della pinacoteca nell'ex convento delle Clarisse. «Non dimentichiamoci che avere una struttura di questo tipo è una condizione indispensabile perché la città possa ospitare in futuro le opere della collezione Luzzetti e i locali oggi occupati dall'Università vanno adeguati e climatizzati per poter ospitare le opere». Senza contare i costi gestionali. «Quello che il Comune avrebbe voluto fare in questa fase sarebbe stato consolidare gli obiettivi raggiunti e mantenere lo standard alto di offerta invece ci troveremo costretti a tagliare e stiamo riflettendo sul da farsi e su come muoverci, sperando che da Roma si aggiusti un po' il tiro e ci sia un'ulteriore correzione». Una soluzione potrebbe essere la riduzione dell'orario dei musei comunali o la loro apertura a giorni alterni anche perché aumentare i biglietti d'ingresso trova il limite nel fatto che «nel caso dei servizi culturali il biglietto non copre mai interamente il costo del servizio e occorrerebbe comunque ricorrere alla fiscalità generale». Quanto alla previsione della Finanziaria di tagliare di quattro quinti il budget destinato a mostre e convegni rispetto a quanto speso da un'amministrazione nell'anno precedente per il sindaco a rischio non c'è solo «l'organizzazione degli eventi in sé ma anche il mantenimento stesso dei contenitori della cultura. È chiaro che dovremo stabilire delle priorità, a cominciare dalla pinacoteca e da Luzzetti». E, come se non bastasse la Finanziaria, il Comune di Grosseto deve fare anche i conti, ricorda Bonifazi, con il minor sostegno da parte della Fondazione Monte dei Paschi e dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze così che «sarà ancora più difficile far fronte a tutte le richieste di contributi finora erogate a tante realtà che sono istituzioni prestigiose per la cultura cittadina».