ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7) GIOVEDÌ 7 OTTOBRE 2004 331 Seduta Presidenza del Presidente ASCIUTTI Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Bono. La seduta inizia alle ore 15,05. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario BONO risponde all'interrogazione n. 3-01529 dei senatori Pizzinato ed altri, in merito alla realizzazione di un edificio nel complesso architettonico di San Lorenzo Maggiore alle Colonne, sottolineando anzitutto che tale perimetro, di eccezionale valore storico-artistico e archeologico, è stato interessato, negli anni Trenta, da importanti interventi urbanistici che tuttavia, non essendo stati portati a termine, hanno determinato un assetto del territorio, in alcune parti, disorganico e caotico. A seguito di tale situazione, prosegue, il comune di Milano ha studiato un piano urbanistico di riqualificazione dell'area che è stato sottoposto alle valutazioni delle Soprintendenze competenti per territorio. La Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, dopo aver effettuato diversi sopralluoghi, ha espresso, nell'agosto 2003, precise osservazioni, che sono state successivamente recepite nel progetto. Anche la Soprintendenza per i beni archeologici, chiamata a sua volta ad esprimersi sul progetto, ha individuato talune prescrizioni dirette a garantire, in particolare, la piena fruizione del lato sud della basilica. Il Sottosegretario specifica poi che l'edificio non insisterebbe su un'area archeologica, come asserito nell'interrogazione, bensì su una porzione urbana in prossimità di un complesso di interesse artistico, storico e archeologico. Si tratta, del resto, egli prosegue, di un intervento di riqualificazione volto a risolvere una situazione urbana caotica e degradata. Nel rilevare che le citate Soprintendenze, in un rapporto di piena sinergia e condivisione di responsabilità, hanno sempre mostrato attenzione alle eventuali modificazioni dell'area medesima, egli segnala inoltre che essa non è gravata da alcun vincolo indiretto, ai sensi del Codice dei beni culturali. Conclusivamente egli ritiene, dunque, che le scelte sino ad ora effettuate contemperano le istanze di salvaguardia monumentale e quelle di recupero della qualità urbana, concorrendo in questo modo alla valorizzazione del complesso monumentale. Il senatore PIZZINATO (DS-U) si dichiara insoddisfatto della risposta, che - a suo avviso - conferma i contenuti dell'interrogazione in merito ad uno dei luoghi più antichi di Milano. Egli sottolinea altresì che l'interrogazione si riferiva alle gravi conseguenze derivanti dalla realizzazione di un edificio di sei piani davanti a San Lorenzo Maggiore alle Colonne, sulla quale non solo il consiglio di zona si è in più occasioni espresso in senso contrario, ma così ha fatto anche lo stesso Ministero, il quale nel 2000 respinse un analogo progetto avanzato dal Comune. L'edificazione avviene infatti, prosegue il senatore, ad una distanza persino inferiore a 100 metri dall'ingresso della basilica, a meno di 50 metri dalle colonne e nei pressi dell'arco di ingresso del complesso. Tale progetto, rileva, è pertanto destinato ad alterare un'importante realtà storica, con conseguenze a suo giudizio aberranti dal punto di vista culturale, storico e panoramico. Né va dimenticato che esso, non assicurando il rispetto delle necessarie distanze, determina una palese violazione dell'articolo 45 del Codice dei beni culturali, diretto ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili e che ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro. Egli nega poi che, come affermato dal Sottosegretario, si tratti di una zona degradata, come testimonia la circostanza che il parco urbano anteriore alla basilica, in passato effettivamente fonte di disagio sociale, è stato da tempo recintato, peraltro con inferriate di ferro che non tolgono la visuale sul complesso. Ritiene poi singolare che il complesso archeologico, che era stato preservato anche dalle delibere degli anni Trenta (alle quali il Sottosegretario ha fatto riferimento), finisca proprio ora, nel XXI secolo, con l'essere compromesso. Invita conclusivamente il Governo e la Commissione a riflettere sull'opportunità di assicurare il rispetto di un patrimonio che ha una rilevanza non solo comunale, ma nazionale ed europea, e, pertanto, a tener conto del richiamato orientamento del consiglio di zona, peraltro guidato dalla medesima maggioranza presente in Parlamento. Il PRESIDENTE dà atto al senatore Pizzinato di adoperarsi con passione per la difesa di un complesso monumentale di grande valore. Il sottosegretario BONO risponde altresì all'interrogazione n. 3-01667 del senatore Guerzoni, in merito alla destinazione ad altro incarico del Soprintendente regionale dell'Emilia Romagna, dottor Elio Garzillo, ricordando che, con la recente riorganizzazione del Ministero, le Soprintendenze regionali sono state soppresse e sono state create le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici seppur con funzioni non del tutto coincidenti. Il dottor Garzillo non è stato dunque rimosso, prosegue il Sottosegretario, per i motivi ventilati nell'interrogazione, bensì perché lo stesso non poteva essere titolare di un ufficio soppresso. Non è pertanto corretto, rileva, considerare "un avvicendamento" la nomina dell'attuale direttore regionale, di nuova istituzione. Avverte, peraltro, che al dottor Garzillo è stato assegnato un incarico di livello dirigenziale generale nell'ambito degli uffici di staff di Gabinetto, per il quale sono richiesti indispensabili requisiti di preparazione scientifica, tecnica e professionale che il Sottosegretario riconosce allo stesso. Il senatore GUERZONI (DS-U), dopo essersi dichiarato insoddisfatto della risposta, precisa di non aver addotto alcun motivo per l'avvicendamento del dottor Garzillo, essendosi limitato a richiamare le notizie diffuse dalla stampa, indubbiamente lesive per l'onorabilità professionale del medesimo. Al riguardo egli lamenta che la risposta fornita dal Sottosegretario non entra nel merito della decisione adottata, con la quale il dottor Garzillo è stato destinato ad altro incarico presso la sede centrale, che - pur richiedendo capacità professionali - è, a suo avviso, meno consono alle sue peculiari competenze del precedente. Il sottosegretario BONO risponde poi all'interrogazione n. 3-01668 del senatore Guerzoni, in merito al ventilato depotenziamento della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico di Modena e Reggio Emilia, ribadendo anzitutto quanto già affermato in risposta alla precedente interrogazione sullo stesso argomento (n. 3-01431). In proposito ricorda che l'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, nel prevedere una riduzione della dotazione organica dei dirigenti di seconda fascia del Ministero, si riferisce non all'organico effettivo, bensì alla dotazione organica, ossia al numero complessivo dei posti dirigenziali assegnati al Ministero. Ritiene pertanto infondato ogni timore in ordine alla supposta soppressione della Soprintendenza in questione. Per quanto attiene alle sue dichiarazioni riportate da taluni organi di stampa e richiamate nell'interrogazione, il Sottosegretario precisa altresì di aver fatto riferimento, in quell'occasione, all'eventualità che l'Amministrazione procedesse ad istituire, nelle aree sprovviste di uffici periferici, "sportelli" destinati unicamente al diretto rapporto con i cittadini per tutte le esigenze connesse alla tutela dei beni culturali. Tale tipo di soluzione, egli assicura, non può comunque interessare le sedi di tradizione pre-unitaria, caratterizzate dalla presenza di un rilevante patrimonio culturale. Conclude affermando che proprio la recente istituzione di nuove Soprintendenze, oltre alla conferma degli uffici periferici già esistenti, testimonia l'infondatezza dei timori rappresentati nell'interrogazione. Il senatore GUERZONI (DS-U), dopo aver espresso la propria soddisfazione per la risposta, precisa anzitutto di aver ritenuto opportuno presentare una seconda interrogazione sul tema in considerazione delle dichiarazioni apparse sui giornali locali dopo lo svolgimento della prima. Ribadisce indi che la ricchezza del patrimonio culturale di Modena e Reggio Emilia, che rappresenta l'eredità dello Stato estense, richiede senz'altro un'azione di tutela incompatibile con il ventilato depotenziamento dell'attuale Soprintendenza.
Fonte non specificata
10 Ottobre 2004
Interrogazioni e risposte nella VII Commissione del Senato
Artista / Persona
Bene culturale
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