Anche palazzo Fabroni celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia. Lo fa chiedendo lumi agli artisti contemporanei. Sabato prossimo, alle 18, il "Fabroni" inaugura la mostra "Viaggio in Italia", a cura di Ludovico Pratesi, curatore scientifico. Alla realizzazione dell'evento hanno collaborato il Comune di Pistoia e La Regione Toscana. Per l'occasione l'ingresso al palazzo sarà di nuovo da via Sant'Andrea. Firmatari delle opere sono 33 artisti internazionali, interpreti dell'Italia contemporanea. Si potrà vedere l'esposizione dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Biglietto d'ingresso, 5 euro; ridotto, 3 euro. Chiusura il 30 gennaio. Il catalogo è stato curato da "Gli Ori" di Pistoia. I promotori invitano alla mostra anche come momento di riflessione sull'identità dell'Italia di oggi. I trentatré protagonisti, tutti delle ultime generazioni, mostrando l'odierna Italia, non si soffermano più sul fascino dei bei monumenti o sugli incanti della bella natura: la loro opera è, invece, un'indagine sociale, culturale, politica e antropologica. Se i colti viaggiatori del passato erano ambasciatori di Venezia, di Taormina o del Colosseo, gli artisti di oggi, con disegni, sculture, installazioni e soprattutto con video e fotografie, raccontano piuttosto il Bel Paese attraverso la sua gente. Ed eccola, l'Italia degli italiani del terzo millennio, vista dall'altra parte dei confini alpini: ironica, contraddittoria, surreale, a volte drammatica. Per attingere meglio alla mostra è necessario seguire le cinque sezioni che la rendono significante. Nel "Paesaggio tra natura e memoria" si intrattengono Candida Hofer, Thomas Struth, Andreas Gursky, Elger Esser, Petra Wunderlich, mentre "si aggirano" tra "Architettura e ideologia", Thomas Ruff, Hiroshi Sugimoto, Gunther Forg, Thomas Demand, Wolfgang Tillmans. E quale indentità rintracciano in noi? Rispondono Martin Creed, Nan Goldin, Jeff Wall, Jimmie Durham, Carlos Garaicoa, Anri Sala, Simon Starling. Segue "Uno sguardo politico". «Siamo un paese senza memoria», sentenziò Pasolini. Sono sostanzialmente d'accordo, Alfredo Jaar, Dan Perjovschi, Christian Jankowsky, Jonatham Horowitz, Nedko Solakov, Kendell Geers, Adrian Paci, Sislej Xhafa. Infine, osservando che gli italiani non prendono il mondo troppo sul serio, ecco che "Una risata vi seppellerà", ultima sezione a firma di Carsten Holler, Richard Wilson, Alexandra Mir, William Kentridge.