URBANIA- Urbania un anno dopo la bocciatura del mega parco eolico: il sindaco, Giuseppe Lucarini, racconta la sua esperienza e ribadisce il "no" a progetti eolici come la consultazione popolare aveva stabilito. E' quasi passato un anno dalla lunghissima discussione sull'eolico ad Urbania. Un confronto che ha coinvolto l'intera Regione per quasi tre mesi. Sono intervenute associazioni, personalità della cultura e della scienza. Cosa le ha lasciato questa esperienza? A me piace ricordare che soprattutto non ho mai visto la città impegnata in una discussione così appassionata e intensa. Un bel segno di vitalità. C'era da immaginarselo, in fondo si trattava e si tratta del nostro territorio, dei luoghi dove siamo nati, o abbiamo vissuto, delle strade storiche verso la Toscana, con Città di Castello, con cui Castel delle Ripe era alleata. Forse l'unico momento del genere a livello nazionale e senza l'ombrello di una convenzione già fissata, di una conclusione già scritta. Ma d'altronde fin dall'inizio abbiamo subito dichiarato che la questione economica per noi non era il centro, il punto era la legittimità dell'intervento. Il voto era un pretesto per un confronto vero. Si è discusso, forse anche di troppe cose, non tutte plausibili o condivisi dal mio punto di vista mi riferisco alla legittimità dell'eolico industriale e alle compensazioni. La decisione della città di Urbania di schierarsi contro l'intervento eolico nei nostri paesaggi sembra essere fondata su pilastri saldi della cultura del luogo, si pensi ai paesaggi e ai luoghi simbolo di Urbania. Infatti, l'area dove, sia la ditta privata che l'ente pubblico, avevano deciso di presentare il progetto non era adatta. Non solo perché 24 pale non sono uno scherzo, sia per i lavori che per arrivare in loco, ma soprattutto per il successivo ripristino del territorio. L'area non era, e non è, adatta perché oggetto di ben due vincoli ambientali: un vincolo boschivo ed il vincolo di Monte Nerone. Vincoli che sono parte del piano paesistico regionale. Ma soprattutto quello su cui tutti noi, e l'intera cittadinanza, convenivano è l'impatto paesaggistico. Su questo punto però dobbiamo essere chiari ed aprire una piccola parentesi. Sento sollevare spesso la questione della visibilità dalla "città ducale", dal" balcone" in mezzo ai Torricini, e da tutti i luoghi simbolo di Urbino. Motivo rispettabile per carità, ma quello che interessa agli urbaniesi è che le pale non si vedevano proprio dall'antica Casteldurante, dal Barco, dalla "Capute", la strada dell'800 che da Urbino porta ad Urbania, dal Monte Santo, la vecchia strada storica dalla quale gli urbinati scendevano per far guerra a Casteldurante. La storia ed il paesaggio sono elementi di sviluppo futuro, che si declinano non solo da Urbino. Quando vado nella città ducale sento di aver il diritto di dire la mia come giustamente gli urbinati sentono di avere il diritto di intervenire su Urbania. Con questo voglio solo dire che, anche se non abbiamo i "Torricini", ci interessa anche a noi l'impatto visivo che questi tipi di impianti possono avere sui nostri paesaggi. E' quasi passato un anno dalla decisione di organizzare un referendum consultivo. In questo anno sì è discusso, sì è spiegato, a volte si sono anche alzati i toni della conversazione. Se tornasse in dietro organizzerebbe di nuovo la consultazione popolare? Un anno dopo non è cambiato nulla nella nostra posizione. La posizione del Comune di Urbania è stata assunta dal consiglio comunale, dopo il referendum quasi all'unanimità ed è stata riconfermata a settembre. Un voto contrario su quell'area e su quel progetto, dopo un massiccio pronunciamento popolare,. 80 di "no", non è un "no"generale sull'eolico. Ed io posso solo rappresentarla in ogni istanza la posizione assunta dalla cittadinanza. Un anno dopo rifarei tutto, più o meno allo stesso modo. Più o meno perché ogni esperienza insegna. Ma vedo che dove non si è fatto i problemi emergono dopo. Ho sentito alcuni amministratori avanzare qualche critica, come se Urbania fosse un precedente pericoloso, ,ma nessuno mi ha proposto una strada più convincente. Io credo al contrario che meccanismi di consultazione sulle macro-opere ci vorrebbero per legge, trasparenti, pubblici. Al nord lo fanno. E non è vero che alla fine l'epilogo è sempre un "no". Quando c'è massima trasparenza e la gente ha la possibilità di misurare pro e contro a volte decide di fidarsi. Oggi quanto vale quel voto contrario del referendum? Per me per la mia amministrazione vale tanto. Io adesso sono in testa ai contrari. E la mia, la nostra opposizione sarà fermissima. Non so se in quest'anno si è parlato di Urbania in qualche ambito. Se si è fatto senza Comune, senza territorio è un errore gravissimo. Ma del resto anche un anno fa la gestione non è stata la migliore. Del resto si sono fatte regole per il fotovoltaico, perché non si fanno livello regionale sull'eolico? Non valgono anche per il vento gli stessi vincoli? .
Il sindaco di Urbania Lucarini conferma al "Carlino": NO ai maxi-impianti eolici
Il sindaco di Urbania, Giuseppe Lucarini, racconta la sua esperienza sull'eolico dopo un anno dalla bocciatura del progetto. Ha dichiarato che la città non ha mai visto una discussione così appassionata e intensa. La decisione di Urbania di schierarsi contro l'intervento eolico è stata fondata su pilastri saldi della cultura del luogo, come la protezione del paesaggio e dei luoghi simboli della città. Il sindaco ha ribadito la posizione assunta dalla cittadinanza, che è stata riconfermata dal consiglio comunale dopo il referendum consultivo. Non è cambiato nulla nella posizione del Comune di Urbania in un anno, e il sindaco non intende cambiare la sua posizione.
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