ROMA È' noto, la domus dei Gladiatori è crollata, ma la domus del Moralista no. O meglio - precisa la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli - è venuta giù solo una parte laterale della bottega del vasaio, adiacente alla domus. Ma questo non significa che vada tutto bene, perché - ha detto ieri mattina il ministro Sandro Bondi intervenendo alla Camera - «purtroppo non si possono escludere altri crolli a Pompei». Che fare per arginare lo sbriciolamento dei «quattro sassi» (come il governatore veneto Zaia ha definito l'area archeologica campana)? Intanto - ha proseguito il ministro - nei prossimi giorni cominceranno lavori su altre cinque domus, compresa la villa dei Misteri. E poi ci penserà la futura Fondazione a salvare questo patrimonio per cui l'onorevole Enzo Rivellini ha chiesto che si adoperi anche «il gladiatore» Russel Crowe. Bondi ha confermato che un comitato di esperti guidato da Andrea Carandini affiancherà la soprintendenza, con il compito di «valutare lo stato di degrado e poi detterà le linee di intervento». Sarà quindi una fondazione a gestire Pompei, perché «l'unico modo per affrontare alla radice i problemi è lasciare ai sovrintendenti il compito della tutela e assegnare la gestione a nuove figure professionali e a nuove forme di gestione». In sostanza, «sovrintendenti e manager dei beni culturali formati dalle università devono collaborare ciascuno secondo le proprie responsabilità. Questa è la soluzione», ha affermato con decisione Bondi. Ma il suo discorso non ha convinto le opposizioni e nemmeno Fli che fa parte della maggioranza. Il Pd Walter Veltroni ha chiesto le dimissioni del ministro, così come l'Idv. Il finiano Fabio Granata ha suggerito a Bondi di assumersi le proprie responsabilità e di fare un passo indietro, come fece l'ex ministro Lattanzio quando dal carcere fuggì il nazista Kappler. Posizione simile ha espresso anche l'Udc Renzo Lusetti. E Biondi come ha reagito: «Non capicco cosa voglia dire Granata. Ho fatto un grande lavoro e se avessi delle responsabilità mi sarei dimesso».