Il 28 novembre si avvicina e noi cittadini del comitato promotore proviamo ad elencare alcuni punti su cui riflettere: 1) L'oggetto del referendum: non si vota sì o no a un nuovo ospedale, ma sì o no alla (sciagurata, secondo noi) scelta di Montenero. E bisogna ricordarsi che si vota alla rovescia. Non c'è traccia di un piano B Sì se non si vuole l'ospedale a Montenero, No se invece ci piace l'idea che il nuovo ospedale sia fatto a Montenero. 2) I medici: c'è un lungo elenco di medici favorevoli a Montenero, che però spostano l'oggetto del referendum mettendo nelle persone il dubbio che se non si fa a Montenero allora Livorno non avrà l'ospedale nuovo. Non è così. Si può fare altrove. Questa dei medici è una posizione che ci lascia perplessi, in quanto si mette in campo l'autorevolezza della professionalità medica verso i cittadini per passare un messaggio di tipo elettorale. 3) Esempio alternativo di collocazione: si può fare l'ospedale nuovo nell'area di viale Alfieri, pensandolo meglio, cercando di salvare le parti nuove appena ristrutturate, risparmiando quindi molti soldi tra cui quelli della viabilità, e facendo i parcheggi al posto di tutti quei capannoni ex-Pirelli che non si capisce cosa stiano a fare se non creare degrado e pericolo. E l'area è già pubblica. 4) Altro esempio: se si vuole comunque togliere l'ospedale da viale Alfieri si può mettere in una zona baricentrica come Porta a Terra, che è fuori dal centro, ma non è sideralmente lontana dai quartieri Nord come Montenero. E pensiamo ci possano essere anche molti altri esempi. 5) Il tempo: viene detto che il referendum farà ritardare la costruzione dell'ospedale nuovo. La nostra Amministrazione avrebbe potuto rendersi conto già dai primi mesi del 2010 che in città c'era fermento intorno a questo argomento, avrebbe potuto abrogare la delibera, e ridiscutere la scelta della collocazione. Sarebbe stato un segnale di partecipazione, e a quest'ora sapremmo già la scelta. Ci chiediamo: perché l'Amministrazione dimostra di non voler assolutamente prendere in considerazione soluzioni diverse da Montenero? 6) Le ragioni di una scelta: se la nostra amministrazione è così convinta di Montenero, perché non ci convince sulle questioni urbanistiche e di viabilità, invece di spaventare le persone dicendo loro "o Montenero o niente ospedale nuovo?" 7) Ancora sui tempi: lo chalet della rotonda è fermo da anni. Non si riesce a completare. Come sarà condotta la costruzione dell'ospedale nuovo? È leale accusare un gruppo di cittadini che vuole solo il bene di Livorno di far perdere alcuni mesi per un ospedale quando all'amministrazione non sono bastati anni per sistemare un bar? 8) Il piano B: non c'è traccia di una soluzione alternativa nel caso vinca il sì al referendum. Le cose sono due: o si perderà un sacco di tempo, iniziando a pensare a un'alternativa solo dopo il risultato, oppure l'amministrazione dà già per scontato l'esito del referendum. Sarebbe davvero un segnale antidemocratico e di sottovalutazione dei cittadini. Francesca Pritoni Portavoce del Comitato promotore del Referendum