ARTE. Restaurata all'Opificio delle pietre dure la terracotta di Vicenza Smontata in oltre 20 pezzi, quindi rimontata come un puzzle. Così i tecnici dell'Opificio delle pietre dure di Firenze hanno restaurato la Madonna con Bambino di Jacopo Sansovino, terracotta (85x122x15 cm) realizzata nel 1570 dall'artista, rovinata nel corso del tempo da una serie di pesanti interventi che ne avevano progressivamente alterato forma e colore e indebolito la struttura. L'opera, come è stato spiegato all'Opificio, era, in tutta probabilità originariamente monocolore: dopo essersi spezzata in più punti, era stata riassemblata in modo arbitrario e fissata al supporto ligneo che ne costituiva la base perforandone la forma con numerosi chiodi e viti, e quindi ricoperta con una patina di stucco colorato per occultare i buchi sulla superficie. A scoprire le reali condizioni dell'opera, che fa parte della collezione dei Musei civici di Vicenza, la Sovrintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Verona, Rovigo e Vicenza, dopo aver sottoposto la Madonna ad accurate indagini diagnostiche, tra le quali anche alcune radiografie, e una Tac curata dagli esperti dell'ateneo di Bologna. Vista la complessità degli interventi necessari, i Musei si sono rivolti all'Opificio fiorentino, che ha sottoposto la Madonna a una complessa operazione di restauro, durata circa tre anni e costata complessivamente 25mila euro: nel suo ambito, sono stati tolti i chiodi, riassemblati e ricomposti come un puzzle i frammenti dell'opera in modo da restituirle fedelmente le forme date dal Sansovino, e ripristinato il colore originale della terracotta. Inoltre il supporto ligneo, non più utilizzabile, è stato sostituito.
Rimontata come un puzzle la Madonna del Sansovino
La Madonna con Bambino di Jacopo Sansovino, terracotta realizzata nel 1570, è stata restaurata all'Opificio delle pietre dure di Firenze. L'opera, rovinata nel corso del tempo da pesanti interventi, era stata spezzata in più punti e riassemblata in modo arbitrario. I tecnici dell'Opificio hanno tolti i chiodi, riassemblato i frammenti e ripristinato il colore originale. Il supporto ligneo è stato sostituito. Il restauro è durato circa tre anni e ha costato 25mila euro. L'opera è stata restituita alla sua forma originale.
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