Fermato nella periferia Est di Milano un progetto da 1300 appartamenti del gruppo Acqua Pia Marcia. Contestato lavvelenamento di acque e lomessa bonifica Un quartiere residenziale da 1.300 appartamenti, con asili e residenze per disabili costruito su una montagna di immondizia. Una discarica che starebbe tuttora inquinando la falda acquifera con «metalli tossici, idrocarburi, pesticidi, diossine e solventi». Il progetto di urbanizzazione ideato dalle aziende «Acqua Pia Marcia» (di proprietà di Francesco Bellavista Caltagirone) e «Residenze Parchi Bisceglie» (gruppo Borio Mangiarotti) si trova alla periferia Est di Milano e ieri è stato bruscamente stoppato dalla procura con un sequestro preventivo di unarea di 300 mila metri quadri. Sul registro degli indagati per i reati di «avvelenamento di acque», «gestione di discarica abusiva» e di «omessa bonifica» sono finiti il responsabile del Comune dei Servizi di bonifica, Annalisa Gussoni, il responsabile dei Piani esecutivi per ledilizia, Achille Rossi, il responsabile delle Bonifiche dellArpa, Paolo Perfumi, e i rappresentanti delle società costruttrici, Oreste Braga (Antica Pia Acqua Marcia) e Ernesto Boccalatte (Residenza Parchi Bisceglie spa). Lindagine è nata da un esposto presentato da un comitato di cittadini e, secondo la ricostruzione del pm Paola Pirotta, il Comune e le società invece di asportare completamente i rifiuti della discarica si sarebbero accordati solo per una bonifica parziale, trattando larea come un terreno contaminato e non come una vera e propria discarica incontrollata. Il tutto con un sostanziale via libera della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e dellArpa. Una prima relazione ha certificato come dallanalisi dellarea «emerga un quadro assai preoccupante, con particolare riferimento ai pericoli concreti di danni che possono derivare per la salute e lambiente in caso di realizzazione delle opere senza una reale bonifica». Limponente progetto si stava realizzando su una ex cava degli anni '50, che successivamente è stata «riempita con rifiuti indifferenziati per 1,8 milioni di metri cubi». «Siamo davanti a unarea privata - ha precisato lassessore allUrbanistica del Comune, Carlo Masseroli - che a fronte del progetto di riqualificazione sarà ceduta per l80 al Comune di Milano come parco pubblico e poi messa a sistema con gli altri parchi dellarea ovest di Milano per costituire un tassello delle future vie dacqua dellExpo».