CONFERMO L'IMPEGNO e l'attenzione del Governo italiano, e soprattutto del Ministro per i Beni e le Attività culturali, nei confronti di un settore che non è solo decisivo nell'ambito economico produttivo nazionale, ma è anche e soprattutto un settore che svolge un ruolo strategico nella diffusione della cultura del nostro Paese». Così il sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali Nicola Bono che ha inaugurato il Punto Italia alla Frankfurter Buchmesse, iniziata il 6 ottobre e che si chiuderà domani. «L'editoria è un po' - continua Bono - la catena di trasmissione tra il passato, presente e futuro, cioè quello che di produzione culturale è stato prodotto o che si può intuire verrà prodotto nel futuro. Quindi va guardata con estrema attenzione, e va, se necessario, anche sostenuta». Il presidente dell'Associazione italiana editori (Aie), Federico Motta, preme sulla necessità in Italia di fare Sistema. E Bono non sembra da meno. «Fare sistema è importante in tutto l'apparato produttivo del Paese. Infatti uno dei problemi che secondo me ha l'Italia è che si stenta a comprendere questa grande esigenza. Ancora molti settori produttivi risentono di una gestione obsoleta dei meccanismi economici, di una difficoltà a comprendere che la globalizzazione comporta sfide e necessità di attrezzarsi conseguenti. Fare sistema nell'editoria è uno dei metodi strategici di fondo per fare in modo che continui a produrre il suo effetto principale che non è solo continuare a dare lavoro a settantamila dipendenti, a ventiduemila operatori e così via, ma anche quello fondamentale che è diffondere la cultura». La fiera di Francoforte, luogo principe per gli scambi dei diritti, vede la presenza di 353 editori italiani. L'editoria italiana crede sempre più nei rapporti con i mercati esteri. Il quadro dell'export risulta in crescita: nel 2003 sono stati esportati libri, lavori e servizi grafico-editoriali per 185milioni di euro (il 3 in più rispetto al 2002). hi questo scenario, quello tedesco costituisce il quarto mercato di riferimento per numero di titoli acquistati (464 la Germania, segue Stati Uniti, 2.088, la Gran Bretagna, 1.682, e la Francia 812), e venduti (167): dopo Francia (309), Spagna (286) e sorprendentemente la Polonia (286). Cosa farà il governo italiano per far sì che l'export continui a crescere? «Io sono l'estensore - sottolinea Bono - di un disegno di legge sull'editoria, e sul sostegno soprattutto alla diffusione della lettura che giace da circa due anni in pre-Consiglio dei ministri in attesa di una copertura finanziaria. Credo che quello che ha fatto il Governo italiano, il Parlamento italiano in ordine alla legislazione finora prodotta per quanto riguarda lo specifico del settore sia valido tant'è che questo è un settore che comunque non può essere considerato in crisi. Tutt'altro. Ma ciò a cui si punta è un necessario salto di qualità nel metodo e nel criterio del sostegno in quel fare sistema di cui si parlava prima. Uno degli aspetti più importanti di questo disegno di legge è la proposta di consentire la detrazione fiscale per l'acquisto di libri non scolastici. Sarebbe un grande impulso al consumo e all'ulteriore ampliamento della base di lettori, che oggi in Italia è una delle più basse d'Europa». Lo scoglio però resta la Finanziaria. «Purtroppo le note vicende della Finanza pubblica finora hanno impedito che si trovasse necessaria copertura per un disegno di legge che comporta spesa notevole. Quello che bisogna capire è che non è tanto un sostegno a un settore produttivo quello che noi stiamo tentando di portare avanti, ma è una grande operazione culturale. Da questo punto di vista io sono fortemente impegnato in prima linea. Il Ministero è fortemente impegnato in prima linea. Immagino che subito dopo il varo della legge Finanziaria alla luce di quelli che saranno le previsioni di Bilancio potremo valutare se ci sono le condizioni per tornare alla carica. Io comunque sono convinto che prima che questa legislatura finisca questo disegno di legge deve necessariamente essere valutato dal Parlamento».
Operazione cultura: Nicola Bono in prima linea
Il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Nicola Bono, ha inaugurato il Punto Italia alla Frankfurter Buchmesse, una fiera di Francoforte che vede la presenza di 353 editori italiani. L'editoria italiana è un settore strategico per la diffusione della cultura italiana e per l'economia nazionale. Bono ha sottolineato l'importanza di "fare sistema" nel settore, ovvero di migliorare la gestione economica e di sostenere la produzione culturale. L'export dell'editoria italiana è in crescita, con un aumento del 3% rispetto al 2002, e il quadro tedesco costituisce il quarto mercato di riferimento per numero di titoli acquistati e venduti.
Artista / Persona
Bene culturale
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