I vigili del fuoco: sculture a rischio crollo, oggi il sopralluogo dei tecnici comunali La guglia dell'Immacolata si sbriciola sotto i colpi del maltempo e dell'incuria. L'imponente struttura di piazza del Gesù perde pezzi, le figure scolpite si sfaldano pian piano; c'è il timore che uno dei gruppi marmorei del secondo livello (preziosi angeli scolpiti quasi trecento anni fa) sia prossimo al crollo. I primi segni del cedimento sono giunti lunedì sera e ne abbiamo dato conto sul Mattino in edicola ieri, giorno in cui è scattato il nuovo allarme: i vigili del fuoco hanno effettuato un altro intervento presso la struttura dopo aver avuto segnalazione di nuovi cedimenti di materiale. Hanno controllato tutto il monumento, hanno imposto la recinzione dell'area circostante la guglia, hanno attivato i meccanismi di allerta perché quella struttura ha bisogno di interventi immediati. In bilico ci sarebbero proprio i due angioletti che hanno cominciato a perdere pezzi: dal marmo che era bianco e oggi è annerito dal velenoso smog napoletano, sono venuti giù pezzi dei piccoli piedi, brandelli delle sinuose ali. Ma quel che preoccupa maggiormente è la possibilità che entrambe le figure possano staccarsi e schiantarsi al suolo. Sarebbe un grande pericolo per i passanti (anche se l'area è ufficialmente interdetta al transito) ma soprattutto rappresenterebbe un incommensurabile danno al patrimonio artistico della città. Oggi è previsto un sopralluogo da parte di una commissione del Comune che ha in carico la preziosa guglia. Probabilmente verrà effettuato anche un nuovo controllo da parte dei vigili del fuoco per chiarire l'effettivo pericolo di crolli. Il presidente della seconda municipalità, Alberto Patruno, e il dirigente del Pd Gianfranco Wurzburger nel tentativo di trovare una soluzione immediata lanciano la proposta di far intervenire i privati: «La legge lo consente e abbiamo già sperimentato questo percorso per la statua di Imbriani a piazza Mazzini - dicono Patrono e Wurzburger -. I lavori di ristrutturazione sono sponsorizzati e, nel tempo in cui vengono svolti, il nome dello sponsor compare sulle strutture esterne di protezione. L'intervento dei privati è certamente più rapido di quello pubblico e consentirebbe di risolvere rapidamente il problema». Nel frattempo Antonio Bertani, lo storico edicolante di piazza del Gesù che per primo ha lanciato l'allarme sul crollo dei pezzi di marmo (e che ha sventato il «furto» di quei preziosi reperti da parte di un gruppo di passanti) continua a tenere sotto controllo la guglia e a fare da sentinella per ogni minimo sussulto. Quando a metà del 1700 partirono i lavori di costruzione dell'altissimo monumento, voluto dai Gesuiti e pagato con una raccolta di fondi tra i fedeli, il duca di Monteleone si rivolse a re Carlo III: temeva che quella gigantesca struttura di trenta metri potesse crollare e distruggere il suo palazzo. Il re lo rassicurò: «Non crollerà mai». Duecentosessantatrè anni dopo, l'incuria e l'indifferenza di Napoli rischiano di smentire Carlo di Borbone: quella guglia, oggi, è a rischio.