Claudi, preside di Architettura: dissesto anche a Palazzo Gravina così perderemo i fondi europei "La situazione precomatosa in cui si trovano i monumenti del nostro centro storico rischia di evolvere in una fase di non ritorno». È tranchant il giudizio di Claudio Claudi, preside della facoltà di Architettura, dopo l'ennesimo crollo dall'obelisco dell'Immacolata in piazza del Gesù. Preside Claudi, gli angioletti dell'obelisco risultano danneggiati e l'opera è stata transennata. Cosa pensa di questo crollo? «Non mi stupisco dei danni riportati, anzi mi meraviglio che non ci siano stati feriti. Perfino dal bugnato di Palazzo Gravina, solo qualche settimana fa, si è staccata una lastra di piperno. Sono anni che la nostra facoltà denuncia lo stato di abbandono in cui si trova il centro storico. Cos'altro dobbiamo aspettare per intervenire, che ci scappi il morto?». Eppure il centro storico di Napoli è patrimonio Unesco dal 1995. Meriterebbe ben altra cura. «Siamo allo stallo più totale e rischiamo perfino di perdere 220 milioni di euro di fondi europei destinati alla sua riqualificazione, risorse insufficienti per la tutela di tutti i monumenti ma in grado di avviare un processo virtuoso di recupero anche con l'aiuto dei privati. Se il Comune di Napoli non presenta entro febbraio 2011 il piano di gestione per il centro storico anche il marchio Unesco potrebbe vacillare. I1 centro storico è la nostra ultima occasione di sviluppo economico e sociale, credo il Comune e la Regione, debbano aprire gli occhi finché sono in tempo. Di chi la colpa di questo degrado? «La politica resta la grande assente. La nostra facoltà ha accumulato negli anni un bagaglio enorme di conoscenze sul centro storico e sulle sue criticità ma nessuno ci ha mai chiamato al tavolo delle decisioni». A chi affiderebbe la gestione del centro storico? «Ai tedeschi, agli inglesi o agli spagnoli che in questi anni ci hanno dato grandi lezioni in termini di snellezza burocratica ed efficienza degli interventi urbanistici».