Fondi dimezzati per la cultura e il mondo delle arti si ribella. È stata proclamata una giornata nazionale di sciopero contro i tagli diretti al Ministero dei beni e le attività culturali e al Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammonterebbe a 280 milioni di euro, oltre ai trasferimenti statali agli enti culturali che potrebbero arrivare a 800 milioni nel prossimo biennio. I promotori della protesta sono Federculture e l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), che parlano di un taglio dell'80 alle risorse culturali m tutto il Paese. Molte le città italiane che hanno promesso di aderire allo sciopero: Roma, Milano, Torino, Venezia e Bari. Il capoluogo partenopeo è ancora in attesa di una risposta dalla Sovrintendenza ai beni culturali e i musei, per ora, non chiuderanno le porte venerdì 12. È amareggiata anche Olimpia De Simone, coordinatrice regionale della Campania del Comitato italiano Icom (International council of museum) con sede presso l'Unesco. «Se partiamo dal presupposto che i fondi alla cultura per il Mezzogiorno sono briciole spiega la De Simone , i tagli incideranno moltissimo su una realtà che si mantiene sulle spese indispensabili. Purtroppo non possiamo fare affidamento sul futuro. Anche se siamo riusciti a ottenere qualche soldo in più dopo la protesta dei primi mesi che abbiamo mosso contro la gestione dei fondi, per lo più a vantaggio del museo Madre. La nostra regione conta circa 200 musei, ma meno di 90 recepiscono un riconoscimento regionale. Per avere contributi dalla Regione, secondo la legge 122005, è necessario avere standard di cui non tutti i musei possono disporre. In ogni caso, i benefici sono irrisori. I musei più piccoli, inoltre, vedono contrarre le loro entrate e non riescono a essere aperti tutti i giorni. Sono costretti a mantenersi sulle proprie forze da decenni. Occorre frenare questa ondata di tagli perché si riducono le potenzialità dei musei e tutto questo arreca danni anche ai dipendenti, che rischiano di perdere il lavoro». Venerdì si celebrerà m tutto il Paese una manifestazione dal titolo emblematico "Porte chiuse, luci accese sulla cultura". Al momento a Napoli, solo il Pan ha aderito attivamente alla protesta chiudendo venerdì simbolicamente i battenti alle due mostre presenti in questa stagione: le opere di Christian Leperino e la mostra fotografica di Sergio Riccio. Per venerdì e sabato, a sostegno della cultura, il Pan ha ideato un incontro sull'arte con il docente di filosofia teoretica all'Università di Torino Maurizio Ferraris. L'Anci Campania aderisce almeno moralmente ai toni della protesta: «La Campania rischia tantissimo se verranno effettuati i tagli al mondo della cultura afferma il presidente Anci Campania Nino Daniele . Qui l'economia è più debole e ci sono minora disponibilità economiche per le iniziative culturali. Siamo d'accordo con i sostenitori della protesta, ma pensiamo che sarebbe più utile mantenere i musei aperti tutta la giornata di venerdì con un ingresso gratuito. Sarebbe un segnale forte a sostegno della cultura».