Da Giordano a Stanzione: 28 capolavori a Salerno La quadreria di dipinti fu donata nel 1870 dalla nobile famiglia alla Cattedrale Capolavori darte sacra del Seicento tornano a risplendere e a svelare la loro storia al grande pubblico. La Soprintendenza ai Beni storici e artistici di Salerno e Avellino con la mostra "La collezione Ruggi DAragona: dal restauro allesposizione" apre i laboratori di restauro al Museo Diocesano di Salerno a Largo Plebisicito e ogni mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13, fino al 29 dicembre, sarà possibile visitare limportante quadreria di dipinti della collezione Ruggi DAragona. Si tratta di ventotto tele a tema sacro e a firma di grandi maestri del Seicento napoletano, che tranne in alcuni casi non sono mai uscite prima dai depositi (info per visite guidate: 331 6134 176). La storia di questo nucleo di quadri è alquanto travagliata. Donati alla Cattedrale di Salerno da parte di uno degli ultimi esponenti della nobile famiglia salernitana Ruggi DAragona nel luglio 1870, come riportato in un documento testamentario del marchese Giovanni, si ritrovano citati di nuovo nel 1929. Dopo questa data, i dipinti, da sempre custoditi nella sacrestia del Duomo, subirono vari spostamenti in attesa di una nuova collocazione. Poi, un continuo migrare dovuto a rifacimenti e restauri della cattedrale ma anche al nuovo progetto di realizzazione del Museo Diocesano che li avrebbe dovuti accogliere come nucleo principale della pinacoteca. Nel 1980 lultima "scossa", non solo di terremoto, dà lulteriore colpo di grazia danneggiando i capolavori barocchi che a quel punto necessitano di una lunga terapia di restauro. Oggi con la mostra sulla collezione Ruggi DAragona si chiude il ciclo: le opere tornano ad essere esposte nel Museo Diocesano per cui erano state pensate. La collezione Ruggi è tutta a tema religioso e molto probabilmente fu acquisita dalla famiglia nobiliare nel corso del XVII secolo secondo la moda del tempo. Alcune delle opere sono veri e propri pezzi da novanta attribuiti a figure artistiche tra le più eccellenti dellepoca. Luca Giordano, Massimo Stanzione, Giuseppe Ribera, Filippo Vitale, Andrea e Nicola Vaccaro sono alcune degli antichi maestri presenti in catalogo. "LAdorazione dei Magi" di Luca Giordano, presente nella raccolta Ruggi, è considerato dagli studiosi un bozzetto. Lo si ritrova come modello per uno dei dipinti inseriti nel ciclo del cassettonato della Collegiata di San Michele ad Episcopio di Sarno, a firma di uno degli allievi di Giordano, Andrea Miglionico. I quadri di "David" e "Giuditta" sono gli unici che nel 1991 sono usciti dai depositi per essere esposti a Castel SantElmo nella mostra su "Battistello Caracciolo ed il primo Naturalismo a Napoli" e presentati in quella occasione come opera di un autore anonimo attivo nel secondo decennio del XVII secolo. Della "Giuditta" esiste una seconda versione in una collezione privata a Solofra che da molti studiosi viene considerata di mano di Francesco Guarino. "La Madonna della Rosa" è opera pubblicata in diversi cataloghi come dipinto del Cavalier Massimo Stanzione. A questultimo viene attribuito anche "Il San Brunone in preghiera". Questi ultimi quattro dipinti esprimono un breve spaccato della pittura naturalistica napoletana di eredità caravaggesca collezionata dalla famiglia Ruggi.
NAPOLI Collezione Ruggi dAragona risplende larte sacra del '600
La Cattedrale di Salerno ha ricevuto una donazione di 28 capolavori a tema sacro della collezione Ruggi DAragona. La quadreria, donata nel 1870, è stata restaurata e ora è esposta nel Museo Diocesano di Salerno. La collezione include opere di grandi maestri del Seicento napoletano, come Luca Giordano, Massimo Stanzione e Giuseppe Ribera. I dipinti sono stati restaurati dopo essere stati danneggiati da un terremoto nel 1980. La mostra sulla collezione Ruggi DAragona si chiude il ciclo di esposizioni del Museo Diocesano. La collezione è tutta a tema religioso e include opere come "LAdorazione dei Magi" di Luca Giordano e "David" e "Giuditta".
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