La Ue: «Una cosa molto triste, siamo choccati». Oggi Bondi alla Camera NAPOLI. Tecnici e dirigenti che lavorano sugli scavi di Pompei saranno presto ascoltati dalla procura di Torre Annunziata. L'inchiesta sul crollo della Schola Armaturarum fa i primi passi e i magistrati vogliono vederci chiaro su quella pagina di cronaca che il Capo dello Stato Napolitano ha chiamato "vergogna". Mentre sul fronte politico si annuncia per domani l'informativa al Senato del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che riferirà sul crollo di sabato scorso. Per il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini il colpevole non è lui ma le soprintendenze: «Quello che è capitato non è il frutto dell'assenza dei fondi ma è forse dovuto a una incapacità delle sovrintendenze di badare alla manutenzione e a fare i controlli». Intanto un duro atto di accusa arriva dall'Unione europea: Un evento del genere lascia «scioccati», è una cosa «molto triste», ha detto il portavoce del commissario europeo alla cultura Andoulla Vassiliou: «Tutto il mondo apprezza molto Pompei ed è sorprendente che succeda quel che è successo». Il fascicolo della procura segue quello aperto la scorsa estate dopo un esposto della Uil su presunte irregolarità nella gestione del commissariato guidato dal dirigente della Protezione civile Marcello Fiori. Il capo procuratore Diego Marmo intende capire se ci sono responsabilità che hanno ignorato per esempio la necessità di un restauro urgente per la Domus e se il più semplice criterio di manutenzione e conservazione del sito sia stato disatteso. Proprio ieri la Uil dei Beni culturali ha rilanciato nuove accuse: il crollo della Schola Armaturarum sarebbe dipeso dai lavori fatti durante il periodo di commissariamento nelle vicine Domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio, lavori che hanno previsto un diverso sistema di canalizzazione delle acque.