Finazzer: con i miei amici artisti organizzerò uno spettacolo per raccogliere fondi I tecnici della Sovrintendenza sono al lavoro per capire le cause delle infiltrazioni dacqua, che entra dal lucernario della cupola del Bramante. Per arrivare a un responso, però, con unoperazione complessa bisognerà arrivare fino a 40 metri daltezza. Intanto, di fronte allallarme per la basilica di Santa Maria delle Grazie, arriva la promessa di Letizia Moratti: «Massimo aiuto - dice il sindaco - alla Sovrintendenza per tutelare il patrimonio culturale». E, di fronte a eventuali difficoltà economiche, lassessore Finazzer Flory annuncia: «Per raccogliere fondi sono pronto a organizzare eventi chiamando amici attori e artisti». La Soprintendenza "Operazioni complesse per capire lorigine delle infiltrazioni" Per capire esattamente le cause di quelle infiltrazioni, con lacqua che piove dal lucernario della cupola del Bramante e cade proprio sullaltare maggiore, i tecnici dovranno ancora lavorare. Arrivando fin lassù, a oltre 40 metri da terra, nel punto più alto della basilica di Santa Maria delle Grazie. Perché soltanto così, con unoperazione complessa che richiederà unenorme gru o una "scalata" in cordata degna di una squadra di alpinisti, la Sovrintendenza potrà capire come curare la chiesa "malata". Ma di fronte al rischio e allallarme lanciato dai frati domenicani, che da secoli custodiscono uno dei simboli della città, anche il Comune si muove. «Massimo aiuto alla Sovrintendenza per tutelare il patrimonio culturale», promette Letizia Moratti. Che ieri, ha chiesto alla direzione generale di Palazzo Marino di capire la situazione - non di competenza comunale - e di mettersi a disposizione dei tecnici del ministero e dei religiosi. Una promessa arriva anche da Massimiliano Finazzer Flory. Lassessore alla Cultura è pronto a organizzare uno spettacolo per raccogliere eventuali fondi: «Non mi stupisco - dice - di Pompei e neppure di Milano perché per troppo tempo abbiamo pensato che la cultura fosse resistente a qualsiasi tipo di ingiuria. I nostri beni richiederebbero un monitoraggio costante che non deve essere considerato un costo. Se fosse necessario mi metto a disposizione fin da ora: chiamerò amici artisti e attori per organizzare eventi di fund raising». Preoccupazioni e accuse, invece, dal capogruppo in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino: «Non vorremmo che le Grazie diventassero la nostra piccola Pompei. Le istituzioni tutte devono mobilitarsi». Lallerta è partita dal priore, padre Gianni Festa: «È chiaro - ha detto il religioso - che dopo quel che è accaduto a Pompei, chiunque custodisca un bene di questa natura è con il cuore in gola». E ieri, dopo un primo sopralluogo, i tecnici sono tornati a fare verifiche: «Al momento - spiega il sovrintendente Alberto Artioli - la situazione non è allarmante ma dobbiamo capire se si tratta soltanto di una tegola spostata o se ci siano altri problemi». Per farlo si dovrà arrivare fino al cupolino. «Unoperazione complessa», la definisce Artioli, che potrebbe essere fatta da uomini imbracati a funi dacciaio o con una speciale gru. Per la cultura, intanto, è allarme per i tagli del governo. Per protestare, ieri, il Fai ha simbolicamente chiuso i cancelli di villa Necchi Campiglio e la presidente, Ilaria Borletti Buitoni, si è altrettanto simbolicamente incatenata alle sbarre. Venerdì, invece, Finazzer organizzerà unassemblea pubblica a Palazzo Reale per lanciare un decalogo: come finanziare la cultura senza lo Stato. Milano aderisce alla giornata di protesta lanciata da Federculture e Anci. Invece di chiudere, però, «i musei civici saranno aperti per quel giorno gratuitamente. È un "suicidio assistito" - rilancia lassessore - ma se la cultura non ha valore, allora togliamo il biglietto».