I sigilli Attesa oggi per il ministro Bondi che riferirà sulle ragioni del crollo alla Camera Piove ancora sulle macerie di Pompei. Una giornata di grande viavai in soprintendenza. Il ministro Bondi, che stamane riferirà alla Camera e domani al Senato sulla vicenda del crollo, ha inviato un delegato del ministero da Roma alla soprintendente Jeannette Papadopulos a ritirare i bilanci della gestione commissariale di Fiori e gli interventi attuati dalla Protezione civile a Pompei. E mentre il presidente Napolitano durante una premiazione di studenti al Quirinale ha fatto riferimento alle «preoccupazioni per il dissesto idrogeologico», lUnione europea ha ipotizzato linvio di sovvenzioni per riparare al danno. «Ovviamente - dice la delegata - chiunque abbia un senso della storia è rimasto sconvolto. La Domus dei gladiatori è parte non solo della storia dItalia e dellEuropa, ma di tutto il mondo. È presto per dire che tipo di aiuto lUnione europea può dare. La nostra risposta dipenderà da quello che le autorità italiane decideranno». Ha aggiunto Ton van Lierop, portavoce del commissario alla Politica regionale Johannes Han: «Al momento da Roma non è arrivata alcuna richiesta. Per i progetti per il turismo e le infrastrutture possono essere utilizzati i fondi europei di sviluppo regionale, ma dobbiamo vedere se le autorità italiane vogliono usare questo denaro per Pompei». Sulla gestione dellemergenza però ci sono dubbi vecchi e nuovi. Polemici i sindacati. «Assenza di fondi, continui tagli e investimento zero», secondo la Filcams Cgil, alle origini del crollo di Pompei. «Una tutela dei beni culturali fondata sullemergenza - osserva Biagio De Felice, della Cgil di Pompei - e non su un progetto globale che attui la conservazione attraverso la manutenzione ordinaria, non va lontano». La Uil e il suo segretario generale Gianfranco Cerasoli, oltre a rettificare lorario del crollo, «le due di notte», incolpano il cambio di canalizzazione delle acque dopo i lavori di Fiori ai Casti amanti e alla casa di Giulio Polibio. Cambia anche, per la Uil, limporto destinato dal commissariato alla messa in sicurezza e restauri: sarebbe il 52 per cento. Lex commissario minaccia denunce e smentisce. «Totalmente falso. Il sistema di regimazione delle acque del restauro delle due domus prevede la canalizzazione e lallontanamento per circa un chilometro in direzione opposta al crollo». E sottolinea che al progetto hanno lavorato «alcuni tra i migliori tecnici della soprintendenza, tra cui il direttore degli Scavi Varone». Non dice nulla sul contributo della Protezione civile. Ma replica, fermando il balletto di cifre che circola, che le risorse per i restauri sono state l83 per cento. In difesa di Bondi scende in campo la Gelmini e scarica la colpa sulle soprintendenze, accusandole di «incapacità». Pronta la risposta di Matteo Orfini, archeologo e responsabile Cultura del Pd: «Una sciocchezza dare la colpa alla soprintendenza, quella stessa che il governo ha commissariato due anni fa e che quindi non ha più autonomia. Bondi si trovi una strategia difensiva più raffinata».