La notizia del crollo, sabato mattina, della Domus dei Gladiatori a Pompei ha lasciato la Commissione europea rattristata e scioccata. «È una cosa molto triste. Ovviamente chiunque abbia il senso della storia è rimasto sconvolto per quello che è successo - ha commentato Dennis Abbott, portavoce di AndroullaVassillou, commissaria alla Cultura -. Siamo rattristati: la Domus dei Gladiatori è arte non solo della storia d'Italia e dell'Europa, ma di tutto il mondo. Ed è sorprendente che succeda quel che è successo. L'edificio era già stato restaurato». Da Bruxelles fanno anche sapere che, se le autorità italiane ne faranno richiesta, la Commissione potrebbe intervenire per aiutare le operazioni di restauro. «È presto per dirlo, la nostra risposta dipenderà da quello che le autorità italiane decideranno», ha sottolineato Abbott. Ton van Lierop, portavoce del commissario alla Politica regionale, Johannes Han, ha osservato invece che «al momento da Roma non è arrivata alcuna richiesta», precisando che per «i progetti per il turismo e le infrastrutture possono essere utilizzati i fondi europei di sviluppo regionale, ma dobbiamo vedere se le autorità italiane vogliono usare questo denaro» per Pompei e poi «fare una valutazione». Sul disastro, intanto, si accendono ipotesi e polemiche. La Uil dei Beni culturali accusa: il crollo sarebbe dipeso dai lavori fatti durante il commissariamento di Marcello Fiori nelle vicine Domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio, che hanno previsto un diverso sistema di canalizzazione delle acque. «La nuova canalizzazione - spiega il segretario generale Gianfranco Cerasoli - ha creato lo sfaldamento del terreno e da qui si sarebbe generato il crollo che a questo punto mette seriamente a rischio tutte le domus che danno su via dell'Abbondanza e che hanno il terrapieno alle spalle. Se questa è la causa - sottolinea - di certo le responsabilità vanno individuate poiché significherebbe aver lavorato con grave approssimazione». Il sindacato contesta, tra l'altro, le somme che l'ex commissario straordinario Fiori ha dichiarato di aver destinato alla messa in sicurezza del sito: non 65 milioni di euro, bensì 40,8 milioni.