A rischio l'ultimo baluardo turistico Gelmini: colpa di una sovrintendenza incapace, ingeneroso accusare Bondi Il crollo della scuola dei gladiatori, verificatasi sabato scorso all'interno degli scavi di Pompei, rappresenta l'ultimo colpo mortale ad una regione che sembra voler fare di tutto per autodistruggersi, allontanando da se turisti, sviluppo e civiltà. Con il capoluogo quotidianamente assediato dai disoccupati, con una crisi rifiuti infinita e con le emergenze di tutti i giorni legate alla microcriminalità dilagante, Pompei è forse l'ultima speranza di salvezza per un territorio sempre più abbandonato a se stesso. Con il disastro dei giorni scorsi,- però, anche l'ultimo baluardo di civiltà e di cultura della Campania sembra segnare il passo. Le case a rischio crollo a Pompei, secondo gli esperti, sarebbero molte, forse addirittura più del 70 per cento. Un dato impressionante che mortifica il sito archeologico più famoso al mondo e le possibilità di rilancio turistico dell'intera regione e proietta un'ombra sinistra sulla gestione di un patrimonio di straordinario valore storico e culturale. Ed a preoccupare ulteriormente sono anche le condizioni meteorologiche di queste ore, con le abbondanti pioggie che potrebbero pregiudicare la stabilità di alcuni fatiscenti edifici all'interno degli scavi. Ieri intanto i carabinieri hanno sequestrato l'area dove sabato scorso si è verificato il crollo della Domus dei gladiatori. I militari, su ordine della procura di Torre Annunziata, che sta coordinando le indagini per fare chiarezza sulle cause del crollo, si sono recati in sovrintendenza per verificare se vi siano dei documenti da acquisire. E proprio contro la sovrintendenza si levano le accuse del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, secondo la quale è «ingeneroso dare la responsabilità al ministro Bondi e usare politicamente questo episodio per attaccarlo». Quello che è capitato a Pompei, dunque, non sarebbe per la Gelmini frutto dell'assenza dei fondi, ma forse è dovuto «a una incapacità delle sovrintendenze di badare alla manutenzione e a fare i controlli». Il ministro ha quindi aggiunto che sarebbe forse stata «utile una governance diversa anche nell'ambito dei beni culturali: forse se ci fosse stata una impronta manageriale il caso Pompei non ci sarebbe stato». A difesa del ministro Bondi si è schierato anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto che, riprendendo quanto già affermato da Vittorio Sgarbi, ha sottolineato che«avvenimenti drammatici derivanti da un deterioramento in atto da molti anni anche di monumenti di grande importanza, o catastrofi naturali, non possono essere sfruttati per attacchi politici perché si tratta di puro sciacallaggio». Accuse a Bondi sono giunte anche ieri'invece dall'opposizione di governo. Sul crollo della casa dei gladiatori, intanto, è intervenuto anche il "Guardian" di Londra che ha bocciato definendola «mostruosa», l'idea di privatizzare Pompei ipotizzata da alcuni commentatori la scorsa settimana e ha proposto invece un «impegno internazionale per proteggere il sito».
Pompei. Il crollo della domus dei gladiatori getta un'ombra sugli scavi
Il crollo della scuola dei gladiatori a Pompei rappresenta l'ultimo colpo mortale ad una regione che sembra voler autodistruggersi. La sovrintendenza è accusata di essere incapace e ingenerosa. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini accusa il ministro Bondi, ma il ministro sostiene che la responsabilità sia di una incapacità delle sovrintendenze. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, difende Bondi. Il crollo è stato definito "mostruoso" dal "Guardian" di Londra, che propone un impegno internazionale per proteggere il sito. Le condizioni meteorologiche potrebbero pregiudicare la stabilità di alcuni edifici all'interno degli scavi.
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