Non si placano le polemiche sul crollo dell'Armeria dei gladiatori di Pompei. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ieri ha comunicato che sull'argomento terrà un'informativa al Senato per domani. Le opposizioni da parte loro continuano però a richiedere con forza le dimissioni del ministro. Per l'Italia dei valori è stato Nicola Tranfaglia a spiegare come «quello che è successo a Pompei non è provocato soltanto dal maltempo o dagli eventi naturali, ma deriva dalla politica che ha fatto il ministro Bondi da quando è stato nominato». Mentre dal Pd Matteo Orfani prende di mira il rimpallo di responsabilità dei giorni scorsi: «Ma davvero la Gelmini, Cicchitto e Resca vogliono farci credere che il crollo di Pompei sia colpa della soprintendenza? Quella stessa soprintendenza che il loro governo ha commissariato due anni fa e che, quindi, non ha più autonomia? E davvero vogliamo continuare con la sciocchezza che per gestire un'area archeologica serve un manager?». Dalla maggioranza invece sono giunte le difese del ministro di Fabrizio Cicchitto che ha parlato di sciacallaggio da parte dell'opposizione: «Ha ragione Sgarbi: con competenza ha sottolineato come avvenimenti drammatici derivanti da un deterioramento in atto da molti anni anche di monumenti di grande importanza non possono essere sfruttati per attacchi politici perché si tratta di sciacallaggio».