Il crollo dell'Armeria dei gladiatori di Pompei sarà oggetto dell'informativa che il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi svolgerà oggi alla Camera e giovedì prossimo, sempre alle ore 11 al Senato. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. E proprio per essere idealmente vicina alle motivazioni che hanno spinto il ministro Bondi a chiedere con forza di ridimensionare i tagli al comparto Cultura, «non possiamo che essere vicini a Federculture e Anci nella mobilitazione nazionale che venerdì 12 novembre porterà all'inedita serrata dei musei». Lo afferma l'assessore alla Cultura, all'Arte e allo Sport della Regione Lazio Fabiana Santini, che aggiunge: «Non basta invocare le dimissioni del Ministro Bondi per pensare di risolvere i problemi del mondo della Cultura. Questo Governo ha fatto e sta facendo molto, anche se non è ancora abbastanza. Pompei - dice Santini - è un ulteriore campanello d'allarme che ci fa riflettere sullo scempio che è stato fatto negli ultimi decenni del nostro patrimonio archeologico. Uno scempio che ha bisogno di interventi non emergenziali ma strutturali e costanti nel tempo. Il ministro Bondi, che negli ultimi due anni ha assunto coraggiosamente provvedimenti di estrema urgenza «tra cui la nomina di un commissario straordinario - continua Santini - va sostenuto nel confronto duro ma costruttivo che in questi giorni lo ha visto protagonista con il Ministro Tremonti. Un confronto che parte dalla consapevolezza che la cultura è la risorsa strategica dell'Italia ed è evidente che gli sforzi fatti fino ad oggi non possono essere sufficienti per sostenerla nel modo che tutti auspichiamo». Gli sforzi fatti sino ad oggi dal Governo tentano di contenere e contrastare i colo! inferti da una crisi che ha toccato tutti i comparti economici. I contraccolpi nel mondo della cultura sono diventati ormai insostenibili per tutti gli operatori del settore «ed è per questo che pensiamo sia giusto, con la mobilitazione di venerdì, chiedere a tutti di fermarsi a riflettere - conclude l'assessore - su quello che potrebbe accadere al nostro Paese dove sono presenti i maggiori siti archeologici, artistici e culturali del mondo, se non si riuscirà a bloccare la politica dei tagli». Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera ha sottolineato: «Ha ragione Vittorio Sgarbi: con lucida competenza ha sottolineato come avvenimenti drammatici derivanti da un deterioramento in atto da molti anni anche di monumenti di grande importanza, o catastrofi naturali, non possono essere sfruttati per attacchi politici perchè si tratta di puro sciacallaggio. Rientra in un esercizio di sciacallaggio puro la richiesta di dimissioni del ministro dei Beni culturali». Che cosa avrebbe potuto fare Bondi? Impedire la pioggia?, chiede Cicchitto. Un ministro va ritenuto responsabile «solo degli errori a lui riconducibili, non può certo esserlo di calamità naturali o del deterioramento di Pompei che dura da decenni. Evidentemente è indispensabile aprire una riflessione seria, di fondo sulla situazione. Perchè allora usare due pesi e due misure e comunque scatenare attacchi personali? Sempre per citare Sgarbi: quando un magistrato sbaglia una sentenza, nessuno si sogna di chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia». E allora - rimarca il presidente dei deputati Pdl - come mai l'opposizione ha scelto questo tipo di attacco? Analoga cosa infatti sta facendo per le calamità avvenute nel Veneto. A meno che l'opposizione, con l'attacco al ministro Bondi, voglia inaugurare una nuova fase, nella quale tentare di chiedere le dimissioni per ogni evento negativo e imprevedibile di un ipotetico e potenziale ministro di riferimento. .Se cosi fosse - conclude Cicchitto - sarebbe l'ennesima sconfitta della politica e la vittoria culturale di quelle forze irresponsabili che hanno sostituito la mera propaganda fine a se stessa, al gusto della riforma utile al paese». Il deputato del Pdl e membro della commissione Cultura della Camera, Gabriella Carlucci afferma di essere d'accordo con il ministro Bondi sulla gestione dei beni culturali, che «deve essere fatta in maniera moderna. Il nostro attuale sistema risale invece agli anni '50 con il patrimonio affidato agli storici dell'arte e non ai manager che dovrebbero valorizzarlo». Sul crollo della Domus Gladiatori, la Carlucci punta il dito contro gli interventi fatti nel dopoguerra. I restauri di quell'edificio - spiega - furono fatti negli anni '50, evidentemente male. A Pompei sono stati fatti dei restauri recentemente, ma siccome i fondi vanno utilizzati con oculatezza e serve un'analisi attenta dei fabbisogni, quando si fa un intervento si privilegiano sempre i beni non restaurati. Adesso - assicura - sono già al lavoro i massimi esperti della Sovrintendenza di Napoli e Pompei che valuteranno le misure da adottare. I soldi per Pompei ci sono", conclude.