Il sindaco D'Alessio: «Servono fondi sia per l'alluvione che per l'archeologia». Zaia: Pompei, soldi sprecati Caldoro: serve solidarietà ROMA Di fronte alle disgrazie nell'Italia di oggi ci si divide e il governatore veneto commenta il crollo della schola dei gladiatori di Pompei così: «Una vergogna spendere 250 milioni per quattro sassi». In serata da Palazzo Santa Lucia il governatore Caldoro si limita a replicare: «La nostra è una regione solidale». Toccato dalle parole di Zaia il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio che dice: «Solidali con le popolazioni venete, ma è anche la comunità internazionale che definisce quei quattro sassi un patrimonio universale. Evidentemente Luca Zaia ha idee diverse. L'aggettivo usato riprende ciò che è stato detto, subito dopo il crollo, dal presidente Napolitano. Ci auguriamo che le parole di Zaia siano state pronunciate in modo costruttivo, anche se vorrei ricordare che la Lega è in un governo che ha parte delle responsabilità nella vicenda di Pompei». Non pare che Zaia commentasse in senso positivo l'uso delle risorse per Pompei. «L'Italia è ancora una e le risorse devono essere distribuite in base alle esigenze, così per l'alluvione - e noi siamo vicini alle popolazioni colpite - ma anche per tutelare i grandi patrimoni culturali». Napolitano ha parlato di incuria come causa dei disastri ambientali. Di chi è la colpa del crollo di Pompei? «Di tutti coloro che hanno amministrato i Beni culturali, perché il Comune è del tutto escluso dalla gestione dell'area archeologica». Ma le inchieste del Corriere della sera hanno dimostrato che c'è un contesto ambientale pauroso e forse anche per questo Zaia ha protestato per i soldi dati a Pompei. «I1 contesto ambientale è stato utilizzato per commissariare la soprintendenza, il degrado è solo nell'area archeologica; la nostra è una città pulita». Comunque si tratta o no di quattro sassi? «La comunità internazionale ritiene che i quattro sassi siano un patrimonio da salvaguardare. Zaia ha evidentemente un'altra cultura».