POMPEI. Il ministro Sandro Bondi ha chiesto ai tecnici della soprintendenza pompeiana un dossier su tutte le opere di restauro fatte all'interno del sito dal 2003 ad oggi. Il plico, che il ministro sottoporrà all'attenzione del Parlamento nell'odierna audizione, è partito ieri pomeriggio da Pompei e diretto in via Del Collegio Romano. Lo stesso dossier è stato acquisito agli atti dalla procura di Torre Annunziata che ha avviato un'indagine per stabilire le cause e le responsabilità del crollo della scuola sportiva degli aristocratici della Pompei di duemila anni fa. «Atto dovuto» ha detto il procuratore Diego Marmo che coordina l'inchiesta, mentre le indagini sono svolte dai carabinieri di Pompei, coordinati dal capitano della compagnia di Torre Annunziata Luca Toti e del Nucleo tutela patrimonio culturale. In attesa che le indagini dei tecnici del Ris dell'archeologia e quelle del magistrato portino ad una svolta nell'inchiesta, l'area interessata dal crollo posta sotto sequestro dai carabinieri su disposizione della procura, è continuamente visitata e fotografata dai turisti. I soliti itinerari sono passati in secondo piano. I visitatori, ormai, vogliono vedere i resti della domus crollata È tuttora in fase di accertamento l'ora in cui è avvenuto il crollo. L'unica certezza è che le mura della «Schola armaturam iuventis pompeiani [sic] » hanno ceduto tra la mezzanotte e le sei. Alle spalle dell'edificio crollato, infatti, era posizionato un orologio marcatempo utilizzato dai custodi per segnare il passaggio notturno durante i controlli. L'addetto alla vigilanza in servizio quella notte ha affermato che al suo passaggio tra la mezzanotte di venerdì 5 e di sabato 6 la scuola dei gladiatori era ancora intatta. Alle sei del sabato, invece, l'edificio era ridotto ad un cumulo di macerie. Quella zona non è coperta dal controllo delle telecamere, quindi, non sarà facile stabilire l'ora esatta del crollo. Anche ieri, nonostante l'incessante pioggia, i tecnici dell'Istituto Superiore perla Conservazione ed il Restauro si sono recati nuovamente sul luogo del crollo per fotografare e catalogare i reperti.