TEMPO un anno e la grande collezione di foto d'arte di Federico Zeri troverà posto nel chiostro rinascimentale di Santa Cristina, nel cuore di Bologna, in quello che diventerà uno dei più importanti centri italiani d'arte visiva. Con le fotografìe, poco meno di 30Q mila per lo più in bianco e nero, il centro ospiterà anche la biblioteca personale del critico, composta da 50 mila volumi e 40 mila cataloghi d'asta. Le foto, grazie alla collaborazione di Microsoft, saranno digitalizzate e messe in rete, mentre gli originali resteranno a disposizione laureandi, docenti e studiosi. A Santa Cristina saranno ancora convogliati l'archivio d'arti visive dell'Università di Bologna e la collezione di volumi e opere d'arte orientali. Comincia così a prender corpo il progetto dell'Ateneo bolognese di dar vita a una struttura di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici, e questo grazie al lascito di Federico Zeri: le sue foto saranno catalogate secondo il suo criterio personale, in modo da ri-proporle al pubblico in base alla lezione interpretativa del critico. Per quasi cinquant'anni Zeri ha salvato dalla dispersione e dalla distruzione interi archivi fotografici, appartenuti a studiosi, case d'aste e antiquati, mettendo insieme un'imponente collezione che documenta anche l'esistenza di opere andate perdute. E' il caso del Codice miniato di Smirne, distratto da un incendio, di cui resta una preziosa testimonianza in 280 immagini della fototeca Zeri. Di grande rilievo anche la documentazione sulla pittura italiana fra il Medio Evo e il '700, e il nucleo di fotografie dedicate alle nature morte e ai quadri anonimi. La versione on line della collezione, di cui a breve si potrà vedere un anticipo sul sito www.fondazio-nezeri.unibo.it, sarà strutturata per schede informative a corredo delle singole fotografie. Il rettore dell'Ateneo bolognese Pier Ugo Calzolari, che è anche presidente della Fondazione Zeri, spiega che il progetto si svilupperà in due sedi: «Nell'ex convento di Santa Cristina troveranno posto la fototeca, la biblioteca e le epigrafi. A Mentana, nella casa di Federico Zeri, nascerà un centro di alta formazione per i dottorandi».