Danneggiato anche l'edificio accanto alla scuola dei gladiatori Distrutto un graffito elettorale di duemila anni fa. L'Europa: tristi e sotto choc per il disastro Il crollo di sabato non ha interessato solo la Schola Armatorum. Ma è venuta giù anche una parte delle botteghe della Casa del moralista: il soffitto e soprattutto il muro laterale che dà sul vicolo di Ifigenia. In graffito c'era anche una propaganda elettorale con l'invito a votare per il candidato Helvio Sabino. In un'intervista Salvatore Settis, archeologo di fama internazionale, denuncia: «Più che di un crollo annunciato parlerei di un crollo seriale. Quella dei gladiatori non è la prima casa che cade nel giro di poco tempo». Sotto accusa la drastica riduzione dei finanziamenti e il blocco delle assunzioni presso le sovrintendenze. A Pompei, ieri, sono tornati i carabinieri: sequestrata l'area del crollo e prelevata tutta la documentazione relativa al sito venuto giù su ordine della procura di Torre Annunziata. Intanto, Gigi D'Alessio, lancia l'idea di un «Live Aid» per salvare gli scavi. Il crollo avvenuto sabato negli Scavi non ha interessato soltanto la Schola Armaturarum. E' venuta giù anche parte delle botteghe della Casa del moralista: il soffitto, e soprattutto il muro laterale che dà sul vicolo di Ifigenia, sul quale, in graffito, c'era una propaganda elettorale dell'epoca con l'invito a votare per il candidato Helvio Sabino. Una notizia che rende ancora più pesante il bilancio del crollo, che ha provocato «choc» e«tristezza» anche tra i membri dell'Unione Europea. «Finora ci si era preoccupati soltanto della Schola e dei suoi affreschi, dimenticandosi che anche su quel muro caduto c'era un reperto di valore, quel "Vi prego di votarlo" che testimonia di una propaganda elettorale di duemila anni fa» denuncia Antonio Pepe della Cisl. Il secondo crollo è confermato anche da Paola Rispoli, architetto della Soprintendenza, che ricorda come, nell'ultimo periodo, diversi episodi si siano succeduti in quello stesso tratto di Via dell'Abbondanza dove spiccano le due case, fresche di restauro, dei Casti Amanti e di Giulio Polibio. Prima di sabato, andando indietro nel tempo, si sono verificati il cedimento di una trave nella casa di Giulio Polibio, lo smottamento di diversi metri cubi di lapilli nel vicolo dei Casti Amanti, e, nella Casa dei Casti Amanti, il danneggiamento di un cornicione e lo smottamento del 14gennaio scorso. «È successo tutto nello stesso punto, dove fino all'apertura dei cantieri non si era mai verificato niente, e tutto a causa di infiltrazioni d'acqua», dice la Rispoli, che rileva anche che i lavori «hanno invertito il senso dell'acqua, che prima scorreva verso via dell'Abbondanza, portandola a monte», e che «con la pioggia anche il parcheggio ricoperto di ghiaia realizzato di recente alle spalle della Casina dell'Aquila si trasforma in una grande raccolta di acqua piovana». Il diverso sistema di canalizzazione delle acque, sarebbe causa dello sfaldamento del terreno che ha determinato il crollo per il segretario generale della Uil Beni Culturali Gianfranco Cerasoli che contesta anche la spesa per la messa in sicurezza dichiarata dall'ex commisario: 40,8 milioni e non 65 milioni. «Notizie totalmente false» ribatte Marcello Fiori smentendo le ipotesi del sindacato sulle ragioni del crollo - contro le quali «il ministero si riserva di intraprendere ogni azione di natura legale» - e sulle valutazioni di spesa. Un evento del genere lascia «scioccati», è una cosa «molto triste»: così Dennis Abbott, portavoce del commissario europeo alla cultura Andoulla Vassillou, ha commentato la notizia del crollo da Bruxelles. «Tutto il mondo apprezza molto Pompei - ha aggiunto -: è un patrimonio mondiale dell'umanità ed è sorprendente che succeda quel che è successo». Quanto alla possibilità di ottenere fondi comunitari per interventi a Pompei, il portavoce del commissario Ue alle Politiche regionali, Johannes Hahn, ha spiegato che spetta allo Stato membro presentare la domanda per l'accesso a eventuali finanziamenti ma che «è possibile utilizzare anche i fondi Ue per la politica regionale» come ha precisato Ton Van Lierop. A Pompei, intanto, ieri sono tornati i carabinieri: gli uomini del capitano Toti hanno messo sotto sequestro l'area del crollo e prelevato la documentazione sul sito crollato su ordine della procura di Torre Annunziata. «Sarà un'inchiesta lunga e complicata - annuncia il procuratore Diego Marmo - solo ricostruire la catena di comando della struttura nell'ultimo periodo, con la doppia gestione del commissariato e della soprintendenza si presenta processo complicato. Vogliamo scoprire le cause del crollo e poi capire se ci sono eventuali responsabilità e di chi. Difficile anche la scelta di consulenti di provata competenza che non abbiano mai avuto a che fare con gli Scavi». A Pompei sono arrivati anche gli ispettori inviati dal ministero.