Sabato, 6 novembre 2010 A Villa Olmo una giornata con i super esperti di turismo A Milano la parte di budget che Palazzo Marino destina alla cultura è pari al 5 del bilancio complessivo, ha rilevato Domenico Piraina, responsabile delle mostre a Palazzo Reale. «A Como è lo 0,2 ed è ridicolo. Le consuete critiche sono determinate dalla mediocrità di certi cervelli» ha replicato Gaddi. Gli "stati generali" della cultura, come li ha voluti definire, hanno permesso al politico pidiellino di togliersi qualche sasso dalla scarpa ma i suoi proclami sono stati tutti indirizzati alla necessità di comprendere come proprio la cultura sia la nuova risorsa economica per la Como ex città della seta. Tra gli interventi, senza nulla togliere agli altri ospiti, i più attesi erano indubbiamente il braccio destro del ministro Bondi, il manager Mario Resca, quello che amministrava MacDonald's e si è ritrovato a girare per i musei cercando di svecchiare un sistema antiquato, e Matteo Marzotto, che non vuole più essere definito "giovane" ma, comunque, industriale rampante, anche presidente di Enit, promotore di campagne per rilanciare o, quantomeno, consolidare i dati sul turismo, nonostante tutto confortanti. Perché nonostante tutto? Nelle quasi otto ore di interventi sono emerse diverse problematiche legate al turismo culturale, dallo stato delle infrastrutture ai servizi, ma si è fatta strada anche la richiesta principale del mondo imprenditoriale: incentivare l'investimento sulla cultura (defiscalizzandolo, ovviamente e giustamente) spingendo i gruppi industriali a fare quello che tante multinazionali già fanno, come ha testimoniato Daniele Rosa per la Bayer. E poi c'è l'affastellamento burocratico che arresta, più che rallentare, lo sviluppo dei progetti. Ledo Prato della Fondazione Città Italia ha cercato di indicare quale possa essere, oggi, il senso stesso della cultura per un'Italia che dispone di bellezze naturali e architettoniche come quelle illustrate da Anna Gastel del Fai. Arriveremo a quella che Resca ha definito, con consapevole provocazione, una grande e ambita "Disneyland culturale" ?