Broccoli: «Deve continuare a essere usato, con giudizio, per ospitare grandi kermesse» Un «grande prato storico», che viene riportato agli antichi splendori, ma che «deve continuare a essere utilizzato, sia pur con giudizio, per ospitare grandi manifestazioni». Umberto Broccoli, soprintendente comunale ai beni culturali, sottolinea l'importanza del piano di riqualificazione del Circo Massimo. Ma esclude che la fine dei lavori, con il nuovo assetto dell'emiciclo, preluda d'apposizione di nuovi vincoli, o quantomeno di un irrigidimento nelle procedure di concessione del Circo Massimo per manifestazioni di vario tipo. «Il Circo Massimo è il profilo di un monumento, non un monumento vero e proprio - spiega Broccoli - Sotto al prato passa la marrana, che scorre dall'Aventino al Tevere. E lo strato archeologico, quello che ci interessa come Soprintendenza, è sottostante». Per cui, sottolinea il soprintendente, «non c'è motivo di chiudere il sito alle grandi manifestazioni: non siamo al Colosseo». La parte fondamentale dell'intervento, ricorda Broccoli, «è lo spostamento della terra: riporteremo l'emiciclo al suo livello originario». Per la grande disponibilità di spazio aperto "non rovinabile" nel centro storico della città, infatti, il Circo Massimo è scelto sempre più spesso come sede per grandi eventi di massa: concerti, spettacoli, manifestazioni. Tra i concerti, si ricordano quelli di Antonello Venditti da cui sono stati tratti due album dal vivo: Circo Massimo del 1983 e Circo Massimo 2001. Nel maggio del 2000 e nel giugno del 2001, il Circo Massimo ha ospitato i festeggiamenti perla vittoria degli scudetti della Lazio e della Roma. Nel marzo 2002 una manifestazione contro l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori organizzata dalla Cgil. I110 luglio 2006, dopo la vittoria ai mondiali di calcio dell'Italia, vi fu organizzata una festa; il 14 luglio 2007 vi hanno suonato i Genesis in occasione del "Tele-comcerto". In occasione della "Notte bianca" del 2007 il Circo Massimo ha ospitato l'installazione Massimo Silenzio di Giancarlo Neri.