Denuncia del «Corriere»: sos per cinque PESCARA. Anche i siti archeologici abruzzesi sono a rischio. E' quanto sostiene il Corriere della Sera in una pagina pubblicata, domenica scorsa, con un lungo servizio di Paolo Conti intitolato «Anche le Torri di Bologna nell'Italia che trema. La mappa dei patrimoni a rischio non riguarda solo il Sud. Nell'elenco la Villa reale di Monza». «Non esiste una vera e propria mappa del rischio per i nostri disastrati beni culturali», scrive Conti nel suo articolo. Il servizio che prende spunto dal crollo della Casa dei gladiatori avvenuta, venerdì scorso, a Pompei, era corredato da schede in cui erano messi in rfilevo i siti a rischio nelle regioni del Meridione. In Abruzzo il quotidiano milanese segnala cinque siti a rischio, tutti nella provincia dell'Aquila: la città romana di Alba Fucens a Massa d'Albe; la villa romana di San Potito a Ovindoli; il vicus romano di Amplero a Collelongo; la città romana di Anxa-Agitia a Luco dei Marsi; e il Marruvium di San Benedetto dei Marsi. Sono, invece, tre i siti a rischio, secondo il Corriere della Sera, nel vicino Molise, tutti in provincia di Campobasso: l'anfiteatro romano di Larino; la villa rustica di San Giacomo degli Schiavoni; e il Tempio di San Giovanni in Galdo. Le situazioni critiche sono tutte in provincia dell'Aquila
Siti a rischio in Abruzzo
Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui denuncia che numerosi siti archeologici in Italia sono a rischio di crollo o di danni. L'articolo, intitolato "Anche le Torri di Bologna nell'Italia che trema", elenca cinque siti a rischio nella provincia dell'Aquila, in Abruzzo, tra cui la città romana di Alba Fucens, la villa romana di San Potito e il vicus romano di Amplero. Inoltre, il quotidiano segnala tre siti a rischio nel Molise, in provincia di Campobasso, tra cui l'anfiteatro romano di Larino e la villa rustica di San Giacomo degli Schiavoni. Le situazioni critiche sono tutte in provincia dell'Aquila.
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