Favorevoli il cardinale Giovan Battista Re e la società geografica L'AQUILA. «Il terremoto ha distrutto tante cose, ma non l'anima degli aquilani. C'è bisogno della ricostruzione materiale, ma anche di una rinascita morale e culturale. La Perdonanza, come grande evento culturale, è profondamente radicata nel cuore degli aquilani e di tutti gli abruzzese». Dal cardinale Giovan Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, pieno appoggio alla candidatura della Perdonanza Celestiniana a patrimonio dell'Unesco. L'evento di presentazione, organizzato a Roma dalla Società geografica italiana, che ha sposato la proposta di Francesco Sabatini, abruzzese, presidente emerito dell'Accademia della Crusca, ha raccolto consensi e veicolato nel mondo culturale italiano l'immagine e il valore, indubbi, della Perdonanza aquilana. Come indicato da Luciana Madotti, della lista patrimonio Unesco del Mibac, «la Perdonanza ha buone possibilità di ottenere il riconoscimento». «La proposta è stata accolta con molta profondità», ha dichiarato, «il nostro patrimonio culturale è soprattutto riferito ai beni materiali, non all'intangibile. In questo caso, il rapporto tra bene materiale, ovvero la basilica di Santa Maria di Collemaggio che deve essere restaurata, e il rito che vi si celebra è davvero stretto. Salvaguardare la Perdonanza deve essere anche il modo per salvaguardare la basilica, restaurandola. Nella convenzione Unesco del 2003 e nella successiva legge 167 del 2007 sulla salvaguardia del patrimonio culturale intangibile si parla di interdipendenza tra patrimonio tangibile e intangibile. Questo elemento di consapevolezza dovrebbe essere molto chiaro nel dossier di candidatura». Il riconoscimento della Perdonanza quale patrimonio Unesco riaccenderebbe, con forza, i riflettori sull'Aquila e consentirebbe alla basilica di Collemaggio un più veloce restauro. Nel suo intervento, il presidente della Società geografica italiana, Franco Salvatori, tra i promotori del Comitato a supporto della candidatura della Perdonanza, ha sottolineato come «gli enti e le personalità che fanno parte del comitato intendono supportare il lavoro dell'amministrazione comunale e dell'autorità ecclesiastica». Il dossier sulla candidatura dovrà essere consegnato entro marzo alla sessione parigina dell'Unesco, tramite il ministero per i Beni e le Attività culturali. «Possiamo parlare della Perdonanza come concetto storico e culturale, ma dobbiamo ancorarla alla territorialità», ha affermato Angelo Turco, geografo, docente all'Università dell'Aquila, «qui è in gioco il patrimonio dell'Aquila, che ne rappresenta la sua identità, fondamentale in questa fase della vita della città. La Perdonanza, oggi più che mai, non appartiene al passato, ma al futuro, a quello che L'Aquila e gli aquilani sapranno fare del loro domani. Chiediamo un riconoscimento che proietti sulla scena mondiale il tema del perdono». Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari e Walter Capezzali, presidente della Deputazione abruzzese di storia patria.