Versati cento milioni in due anni Il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei ha riacceso le polemiche politiche sulla gestione del sito archeologico e, più in generale, del patrimonio artistico italiano. Anche la gestione commissariale è tornata ad essere oggetto di critiche. Ma come, questo il dubbio da cui parte il ragionamento, la Protezione Civile che gestisce gli Scavi archeologici di Pompei? Cioè il sito archeologico più visitato al mondo dopo il Colosseo? Mica la città sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo è un grande evento! Che c'entra? C'entra eccome. Una situazione complessa e, per sua natura, emergenziale come la gestione degli Scavi di Pompei ha richiesto un intervento speciale. Pompei nel 1997 è entrata nella lista dei siti considerati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Risale a quegli anni l'autonomia organizzativa, scientifica, amministrativa e finanziaria. L'archeologo di fama mondiale Giovanni Guzzo ha guidato quella fase. Che ha avuto le luci, ad esempio, di mostre importanti come Homo faber, Otium ludens, Rosso pompeiano, Pompei e la villa romana e di nuovi scavi. Eventi di richiamo mondiale. Ma anche le ombre di alcuni problemi degli Scavi (cani randagi, mancanza di servizi, transenne selvagge, guide turistiche abusive) rimasti sul tappeto. Tant'è che il ministro Francesco Rutelli (governo di centrosinistra) nel 2007 ha ridotto l'autonomia di Pompei, con l'accorpamento delle sovrintendenze archeologiche di Napoli e Pompei. Nel 2008 è intervenuta l'ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3692 (presidente Silvio Berlusconi, ministro competente Sandro Bondi), recante "Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare la grave situazione di pericolo in atto nell'area archeologica di Pompei". Il governo stanziò subito 40 milioni di euro. Il primo commissario, il prefetto Renato Profili, ha fatto, tra l'altro, sgomberare il gestore moroso dal ristorante self service degli Scavi e ha preparato un piano per la costruzione di depositi archeologici da 5 milioni di euro. Il successore di Profili, Marcello Fiori, alto dirigente della Protezione civile, prende di petto l'esercito di guide turistiche abusive che staziona agli ingressi dell'antica Pompei e che spesso si contende i turisti a suon di mazzate. Il codice deontologico (improvvidamente bocciato alcuni giorni fa dal consiglio d'amministrazione degli Scavi tra le vibranti proteste dei sindacati di categoria) prevedeva tariffe ben evidenziate e riconoscibili al visitatore, documento di identificazione della guida con foto e il divieto di ingaggiare clienti nelle aree circostanti gli scavi archeologici, bar, parcheggi, chioschi, pena l'esclusione dall'iscrizione giornaliera e la denuncia. La gestione emergenziale degli Scavi pompeiani ha visto 100 milioni di euro impiegati in due anni. Tra l'altro, tre milioni e mezzo sono stanziati per il restauro di Domus come la casa dell'Efebo e la Villa dei Misteri; interventi, questi, che si inseriscono in un piano da 35 milioni di euro. Il commissariato ha speso complessivamente 40 milioni di euro di cui 33.920.724 per la messa in sicurezza degli Scavi. Certo la gestione commissariale ha mostrato dei problemi relativi, ad esempio, ai rapporti e alla divisione di poteri e competenze tra la struttura del commissariato e la sovrintendenza. Ma ha permesso di affrontare problemi concreti e di mantenere gli Scavi di Pompei tra le priorità dell'agenda politica. Per quanto riguarda i visitatori si via a sempre intorno ai due milioni all'anno e nell'ultimo anno sono 20.000 in più su base mensile. I soldi ci sono. Allora, forza, su le maniche, e togliamo le macerie della Domus dei Gladiatori.