Il ministro domani riferirà alla Camera Questa volta ci saranno tutti. Da una parte i responsabili del ministero dei Beni culturali e dell'area archeologica di Pompei, dall'altra i vertici degli enti locali, nessuno escluso. Da loro, da tutti loro, il ministro Sandro Bondi vuol sapere esattamente qual e la situazione all'interno del sito archeologico più importante del nostro Paese, dopo il crollo della casa dei gladiatori e come intervenire per evitare ulteriori danni. Dalla relazione degli esperti, dei tecnici e degli amministratori locali, dipende cosa dirà domani il ministro alla Camera. Un intervento, quello in programma domani nell'aula di Montecitorio, particolarmente importante per Bondi, visto che Futuro e Libertà ha chiesto le dimissioni del ministro, mentre l'opposizione, prima d'intraprendere azioni parlamentari, vuol sapere qual è lo stato dell'arte. «Sulla base della richiesta del Pd di riferire al Parlamento, domani mi presenterò alla Camera dei deputati», annuncia il titolare dei Beni Culturali, «per spiegare ciò che è accaduto a Pompei e quello che è necessario fare nel futuro, con serietà e senza scaricare la responsabilità su nessuno». A colpire in mondo più duro sono gli esponenti finiani, ormai liberati dal peso del fuoco amico. «Confermo la richiesta di immediate dimissioni del ministro Bondi», dice Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, «dopo aver sentito le sue parole e le sue giustificazioni, dopo anni di commissariamento di Pompei, si rafforzata negli italiani l'idea di una sua totale inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio culturale del mondo». Ffwebmagazine, il quotidiano on line delle Fondazione Farefuturo, apre un altro filone polemico, intimando al ministro Bondi di «scegliere se fare il ministro o il coordinatore del PdL». Da sinistra, invece, mentre si grida allo scandalo per il crollo, si sceglie una soluzione diplomatica per attaccare il ministro, visto il coinvolgimento degli enti locali amministrati dalla sinistra. «Il Pd ha chiesto che il governo venga urgentemente a riferire in Aula sui vergognosi fatti di Pompei», dice il presidente dei deputati , Dario Franceschini, «stiamo attendendo la risposta da parte del ministro Bondi, ma la vista gravità dei fatti», è chiaro che fra le opzioni possibili vi sia quella di presentare «una mozione di sfiducia che naturalmente valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari». A difendere l'operato del ministro è Vittorio Sgarbi: «Non vedo in alcun modo la responsabilità del ministro nel crollo della casa dei gladiatori di Pompei», afferma il critico d'arte, «e non credo che possa essere attribuito a un ministro un danno al patrimonio alla tutela del quale è preposto un Sovrintendente che ha responsabilità esclusiva, e che non ha segnalato l'emergenza, neanche con l'allarme del cattivo tempo». Intanto la procura di Torre Annunziata è al lavoro per cercare di chiarire le cause del crollo della Domus dei Gladiatori, situata all'interno degli scavi di Pompei. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Diego Marmo.