Otto alberghi da realizzare tra Lipari e Vulcano in deroga al Piano paesistico, in aree sottoposte a vincolo. Trecento posti letto per aumentare la capacità ricettiva delle isole dichiarate dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Nella manovra di assestamento di bilancio da 600 milioni di euro in discussione all'Ars spunta una mini sanatoria che fa insorgere il centrosinistra («Una norma schifezza che apre a nuove colate di cemento nelle Eolie», per usare le parole del diessino Cracolici) e spacca la maggioranza nella notte tra mercoledì e giovedì. Tanto da costringere il vicepresidente Fleres a interrompere la seduta e rinviare i lavori a martedì prossimo. Mentre An, con l'assessore Fabio Granata, dichiara guerra all'operazione e a Forza Italia che la sponsorizza. Il caso. In una serata già ad alta tensione per gli scivoloni del governo su sanità e privatizzazioni, il centrodestra va in tilt sull'articolo 15. Prevede (su iniziativa del messinese forzista Antonino Beninati), che «ai fini della realizzazione delle iniziative previste dal Patto territoriale delle Eolie, le opere finanziate dal Patto possono essere realizzate anche in deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche». Cosa vuol dire? Per capirlo bisogna sapere che il Patto delle Eolie, gestito dalla società pubblica Sviluppo Eoliei cui vertici sono designati dall'amministrazione forzista di Lipari guidata da Mariano Brunoha ottenuto finanziamenti statali per 50 milioni di euro per una trentina dei 74 progetti avanzati da privati. Ventuno sono stati ammessi nei mesi scorsi dai Beni culturali perché in linea con i vincoli urbanistici, 11 esclusi in seconda battuta perché prevedono costruzioni in zona a tutela orientata (del tutto inedificabile), altri 8 cancellati anch'essi perché previsti in zona cosiddetta a «mantenimento agricolo». E sono proprio questi otto progetti, per altrettanti alberghi, che Forza Italia cerca ora di salvare consentendo la «deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche». Una formulazione tanto generica, secondo le opposizioni, da rischiare di riaprire le porte anche agli 11 alberghi in zona del tutto inedificabile. Ma dove dovrebbero sorgere gli otto alberghi da salvare e chi ci sta dietro? Gli alberghi. Il progetto più corposo e di maggiore estensione sul territorio stando all'elenco acquisito dall'amministrazione di Lipari fa capo alla società palermitana Pietro Barbaro spa e prevede la costruzione di un albergo termale da 150 posti in località Porto Ponente a Vulcano, finanziato con 5 milioni di euro. I restanti sette riguardano Lipari. Una struttura su più piani (camping più due fabbricati) fa capo al "Progetto Isole srl" in località Balestrieri, stessa zona in cui dovrebbe sorgere il residence (in tre corpi) intestato a Sabino Lo Sinno. Interessati dalla mini sanatoria sono anche il progetto del "Saracen Parkhotel di Carnevale C." in località San Nicolò (30 mila metri quadri circa), "l'hotel Poseidon" di Salvatore Basilio in località Caudali (recupero di fabbricati), il progetto intestato a Antonino Russo in località Capistello (recupero e ampliamento di fabbricati). E ancora, il "Costa service" in località San Leonardo e "Villa Cortese" di Domenico Fonti. Fin qui i progetti per i quali la norma abbatterebbe ogni vincolo. Senza tenere conto del fatto che il secondo comma dello stesso articolo prevede che «sulla deroga si esprime un'apposita conferenza di servizi, composta dagli assessorati al Territorio e ai Beni culturali (entrambi ora in mano a Forza Italia, ndr). Il parere favorevole è immediatamente esecutivo e costituisce deroga al piano paesistico». Che ne sarà, si chiedono in molti, degli altri 11 alberghi in zona inedificabile? Lo scontro. Sull'operazione, An con l'assessore al Turismo Granata minaccia l'uscita dal governo perché «la norma, se approvata, rischia di far cancellare le Eolie dalla lista dell'Unesco». Quello di Granata è un nuovo attacco frontale al collega dei Beni culturali, Alessandro Pagano, e a Forza Italia. «Basta una deroga al piano paesistico perché le isole vengano cancellate dall'Unesco spiegaed è grave che chi guida quell'assessorato faccia finta di non saperlo. I progetti in questione sono stati già esclusi, sotto lamia gestione, perché non compatibili con i vincoli. Ora tengono fuori il Turismo dalla conferenza di servizi, ma sulla tutela dell' ambiente non ci piegheremo e andremo fino in fondo». Forza Italia si difende con il presidente della commissione Territorio, Beninati: «Siamo sorpresi, si tratta solo di otto alberghi in zone cosiddette cuscinetto, vicine ad altre edificabili in cui sono già in cantiere altre 21 strutture, incluse nello stesso piano territoriale delle Eolie». Ma il rischio dell'esclusione dalla tutela dell'Unesco potrebbe venir meno, se è vero che l'assessore Pagano è pronto a ritirare la norma. «Granata continua a comportarsi da libero pensatore e non perde occasione per attaccare me e il governo. Tanto la Sovrintendenza quanto Granata stesso erano d'accordo sulla variante per queste strutture in zona agricola. La norma sarebbe passata se fosse stata condivisa da tutti, a questo punto siamo pronti a ritirarla». Le opposizioni non demordono. Per il diessino messinese Panarello e per il dipietrista Raiti «è a rischio la permanenza delle isole nella lista dell'Unesco», mentre Liotta del Prc lancia l'allarme sulle «nuove colate di cemento sulle Eolie». La battaglia d'aula è solo rinviata.
Rischio cemento sulle Eolie
Il governo sta considerando una mini sanatoria che consentirebbe di realizzare otto alberghi tra Lipari e Vulcano in deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche. Questo potrebbe aumentare la capacità ricettiva delle isole, dichiarate dall'Unesco patrimonio dell'umanità, di 300 posti letto. Tuttavia, questo potrebbe anche mettere a rischio la tutela dell'ambiente e la permanenza delle isole nella lista dell'Unesco. Le opposizioni, tra cui il centrosinistra, si sono opposte all'operazione e hanno minacciato di uscire dal governo se la norma non venga ritirata. Il governo ha deciso di rinviare la discussione sulla norma a martedì prossimo.
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