Il Pd pensa a una mozione di sfiducia per il ministro Bondi che mercoledì riferirà in Aula. Ma i guai restano infiniti Pompei della 'malagestio' Da quando nel febbraio 2009 è arrivata la Protezione civile i crolli sono stati tre con altrettante inchieste della magistratura. Scala (Sel): «I soldi vengono spesi male». E un ex Sovrintendente attacca frontalmente il commissario Fiori Soldi spesi in iniziative promozionali, tre crolli e altrettante inchieste della magistratura da quando nel 2009 è arrivato Bertolaso Co. Scala (Sel): «Con il commissariamento la situazione è peggiorata» Il principale problema che vive l'area archeologica di Pompei, tra le più visitate al mondo con oltre 2,5 milioni di turisti l'anno, lo riassume Roberto Cecchi, segretario generale del ministero per i Beni culturali: «Serve la manutenzione ordinaria che non facciamo più da almeno mezzo secolo», spiega l'architetto fiorentino. Perché da quando Pompei è stata commissariata, nel 2008, e negli scavi è arrivata la Protezione civile (un anno dopo), sono stati svolti principalmente restauri straordinari e faraoniche operazioni di comunicazione e marketing. Tanto che la Schola dei gladiatori, bombardata durante la Seconda guerra mondiale e sopravvissuta ai vari terremoti, tra cui quello del 1980 in Irpinia, si è sbriciolata con i suoi affreschi per il cedimento di un vicino terrapieno in seguito alle piogge dei giorni scorsi. E gli edifici adiacenti sono stati puntellati soltanto domenica. Per coprire le macerie che hanno invaso Via dell'Abbondanza, la storica strada commerciale dell'antica città romana, un lenzuolo bianco con le transenne intorno. Quello di sabato è il terzo crollo, il più grave, che avviene nei 66 ettari dell'area archeologica di Pompei (circa 1.500 edifici), da quando nel febbraio 2009 è arrivata la Protezione civile. Tanto che la vicina Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo sull'episodio che si somma alle altre due inchieste sulla gestione del sito archeologico da parte del commissario Marcello Fiori che prima di arrivare a Pompei, per conto del dipartimento guidato da Bertolaso, era nella commissione di collaudo del termovalorizzatore di Acerra. Nel suo staff, nomi come quello di Nicola Mercurio, geometra ed ex autista del deputato campano del Pdl Nicola Cosentino. Tra le accuse che un ex Soprintendente rivolge alla gestione commissariale di Fiori c'è proprio quella di «clientelismo, largo uso dei poteri in deroga e della trattativa privata per i lavori, distrazione di denaro su concerti e iniziative promozionali». A Pompei tutti gli 11 euro del biglietto di ingresso (circa 25 milioni di euro l'anno) vanno alla locale Soprintendenza. Ma dei 79 milioni spesi nell'area archeologica negli ultimi 30 mesi, almeno 40 sono stati impiegati con normali gare d'appalto dall'ex commissario e prefetto di Napoli Renato Profili, destituito da un giorno all'altro e morto un anno dopo. I 19 milioni spesi dalla Protezione civile hanno invece seguito la strada della trattativa privata. Domenica il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha visitato l'area del crollo, tra le proteste di alcuni dipendenti che chiedevano le sue dimissioni. Il ministro riferirà in Aula mercoledì ma intanto ha già messo le mani avanti spiegando che «sono possibili altri crolli». E il Pd pensa a una mozione di sfiducia. Tonino Scala, ex consigliere regionale di Sinistra e libertà, un anno fa realizzò un dettagliato dossier sul degrado di Pompei. «I soldi ci sono ma vengono spesi male - spiega Scala - perché al posto dei grandi lavori come il restauro dell'Anfiteatro andava prima messa in sicurezza tutta l'area che rischia di sparire per sempre. La grande partita è stata solo quella di mettere le mani sui fondi generati dall'area archeologica perché con il commissariamento la situazione purtroppo è solo peggiorata».