Domani il ministro riferisce in Aula sull'incidente. Il sindaco: «Allarmato per la privatizzazione» L'ipotesi del Pd. I dipietristi firmeranno una mozione autonoma Granata: «Non può dire di non avere responsabilità: il sito era stato affidato a persone di sua fiducia» ROMA Traballa il ministro dei «Mali culturali», come l'opposizione ha ribattezzato Sandro Bondi. Domani spiegherà in Parlamento i motivi del crollo di Pompei che arriva al termine di una gestione commissariale del sito archeologico patrimonio dell'Umanità. E già si annuncia una mozione individuale di sfiducia Pd-Idv, che potrebbe trovare una sponda tra i finiani, rischiosissima per il governo. Nel merito le prime giustificazioni di Bondi non hanno convinto. L'allarme sulla carenza di fondi (da lui stesso lanciato e smentito in meno di 24 ore) e l'annuncio di una gestione dei privati per questo e altri siti archeologici patrimonio dell'umanità, hanno alimentato l'accusa a Bondi di «inadeguatezza». Politicamente l'«occasione ghiotta» di far coincidere la sfiducia al ministro con l'ultima spinta al governo Berlusconi, sta tentando non solo l'Udc, ma anche il Fli. Lo dice chiaro Fabio Granata, capogruppo in commissione cultura dei finiani: «Bondi non può dire che non ha responsabilità sul crollo, perché Pompei era stata commissariata e affidata a persone di sua fiducia. Anche nelle giustificazioni non è stato all'altezza del suo compito: ha detto che mancavano i fondi, poi se lo è rimangiato, poi ha parlato di gestione privata. È un ministro della propaganda. Noi non andiamo a rimorchio del Pd, ma valutiamo con Bocchino una mozione di sfiducia nostra». Il Pd va avanti. Anticipa Dario Franceschini: «È evidente che la gravità dei fatti fa ritenere che all'esito della informativa è possibile una mozione di sfiducia. La valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari». I dipietristi la firmeranno. Lo annuncia il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, anche se sottolinea: «È una misura insufficiente. Il ministro dei "mali culturali" deve andare a casa, assieme a tutto il governo. È ora di formalizzare la crisi con una mozione di sfiducia al premier». E l'Udc? Roberto Rao ammette: «Aspettiamo di sentire il ministro. Bondi ci mette del suo nel suscitare dubbi di inadeguatezza, ma è certo che la tentazione di prendere al volo l'occasione ghiotta per far cadere il governo c'è». Intanto il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio allarmato per d'avvio della fase di privatizzazione annunciata dal ministro» si appella a Napolitano e auspica che gli scavi vengano lasciati alle cure della Soprintendenza.