I reperti protetti con un telone Migliaia di pezzi da catalogare per preparare la ricostruzione POMPEI. Due giorni dopo il crollo della Schola che formava i giovani aristocratici romani alle varie discipline sportive e alla lotta nell'Anfiteatro si contano i danni, si cercano le cause e si tenta di recuperare quanti più reperti possibile. Il ministro Sandro Bondi ha incaricato i tecnici dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di redigere una relazione tecnica e di farla pervenire il prima possibile sulla sua scrivania e solo allora si deciderà la linea da seguire. I maghi del restauro si sono messi al lavoro nella tarda mattinata di ieri, sotto il controllo della soprintendente Jeannette Papadopoulos e del suo vice Antonio Varone. Le avverse condizioni atmosferiche, però, hanno reso difficile le prime perizie costringendo i tecnici a interrompere i lavori non prima, però, di coprire i reperti con un telone impermeabile. La soprintendente Papadopoulos ha preferito tacere sui primi rilievi. Ha fatto sapere che «tutto quello che doveva essere detto è stato riferito dal ministro Bondi. I giorni che seguiranno saranno di intenso e delicato lavoro e non ci sarà tempo per le chiacchiere». Gli esperti restauratori, che hanno il compito di restituire al mondo l'edificio romano crollato, sono definiti una sorta di Ris dell'archeologia e fanno parte dell'equipe dell'ex Istituto centrale per il restauro, fondato con decreto del presidente della Repubblica del 26 novembre 2007 e dotato di autonomia speciale del ministero per i Beni e le attività culturali, specializzato nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. Il ministro Bondi ha voluto loro - è trapelato in Soprintendenza - perché l'attività di restauro condotta dall'Iscr è impostata sulla base di una sistematica ricerca scientifica sui fenomeni e sulle cause del degrado delle opere d'arte, e sulla ricerca storico-artistica e tecnologica sui materiali antichi e moderni, allo scopo di coniugare sperimentazione e tradizione. All'interno dell'Iscr operano storici dell'arte, architetti, archeologi, fisici ed esperti nei controlli ambientali, chimici, biologi, restauratori delle diverse tipologie di manufatti di interesse storico e artistico (dipinti murali, su tela, su tavola, tessuti, opere d'arte su carta, metalli, ceramiche, pietre, cuoio, legno ed altro) i quali collaborano, ognuno con specifiche competenze, alla realizzazione dell'intervento di restauro e alla definizione delle migliori condizioni ambientali per la conservazione dell'opera d'arte. L'Istituto superiore perla conservazione e il restauro, assieme all'Opificio delle pietre dure a Firenze, è uno dei più noti e prestigiosi istituti nel campo del restauro. Questa della Domus dei Gladiatori è per i suoi esperti una delle sfide più difficili. In particolare l'attenzione è rivolta agli affreschi che decoravano le pareti per l'altezza di un metro partendo dal pavimento. Già perdute invece le decorazioni della facciata, che aveva armi e trofei di guerra dipinti.