Effetti speciali. Ricostruzioni realizzate con rigore e a titolo gratuito. Visite incrementate elogi e interesse da tutto il mondo Intervista a Claudio Salerno, coordinatore del progetto per la Casa di Polibio «È indegno». Reagisce con forza, Claudio Rodolfo Salerno, responsabile dell'Istituto per la diffusione delle Scienze Naturali, alle accuse che le sue «creature», - ossia la ricostruzione sonora delle ultime ore di Pompei e la casa di Polibio nella quale fa capolino un ologramma - possano aver contribuito a trasformare Pompei in una specie di moderno baraccone da fiera. Professore, l'attenzione al marketing ha distratto dai problemi di Pompei? «Niente affatto. Tutto quello che è stato fatto là dentro ha avuto un adeguato supporto scientifico. Il ministro della cultura greca ha indicato come a Pompei si stesse lavorando per mettere nuovamente al centro la fruizione del bene culturale. Gli attacchi non tengono conto della serietà di chi ha effettuato il lavoro». La catastrofe era raccontata mediante un apparato multimediale che con una telecamera sonora penetrava nella nube vulcanica, registrava e riportava le esplosioni del magma incandescente. Più Hollywood che archeologia, secondo qualcuno. «No, solo un nuovo modo di proporre le antichità secondo la tecnica della sinestesia, che consente di poter fruire del bene culturale non solo con la vista ma anche attraverso gli altri sensi. Così come era già capitato per la casa di Polibio in cui suoni, cinguettii, avatar e ologrammi accompagnavano il visitatore». Mai ricevute critiche, fino a ieri? «Già, fino a prima del crollo prevalevano gli entusiasmi. È lungo l'elenco delle istituzioni che si sono interessate a questo nuovo modo di offrire gli scavi. A vedere le installazioni sono arrivate la Cnn e le tv di mezzo mondo». Resta il punto: mentre per Pompei si inventavano strategie di marketing, il suo cuore cadeva a pezzi nell'indifferenza. Questa è tutela? «Non posso rispondere per chi doveva pensare alla tutela e non l'ha fatto. Ribadisco solo che il marketing del bene culturale è un elemento che si muove all'unisono con l'offerta culturale. Quel lavoro di archeologia sonora ha avuto quali riferimenti archeologi del calibro di Varone, De Carolis, naturalisti come la Ciarallo. In qualsiasi museo moderno oggi c'è l'ausilio di queste tecnologie, utili per migliorare l'apprendimento. Abbiamo fatto un lavoro con i non vedenti che ha avuto attestati di stima da ogni parte. Il tutto assolutamente gratis».
Pompei trasformata in un circo? Accuse indegne, lavoro scientifico
Il progetto per la Casa di Polibio e la ricostruzione sonora di Pompei è stato criticato per aver messo troppo l'attenzione al marketing e alla fruizione del bene culturale. Il coordinatore del progetto, Claudio Salerno, ha risposto alle accuse affermando che il lavoro ha avuto un adeguato supporto scientifico e che il marketing è un elemento naturale della promozione del bene culturale. Salerno ha anche menzionato che il progetto ha ricevuto critiche positive da istituzioni come la Cnn e le tv di mezzo mondo. Tuttavia, il ministro della cultura greca ha affermato che il marketing ha distratto dai problemi di Pompei, che sono stati trasformati in una specie di "baraccone da fiera".
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