Basta con gli attacchi di Bondi alla professionalità dei tecnici del suo ministero. L'associazione nazionale dei tecnici dei beni culturali boccia la gestione del settore e scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ringraziarlo del suo intervento su Pompei e lanciare un altro allarme sulla "incredibile situazione dei beni culturali in Italia, che tanto scalpore suscita nel mondo». In nome di un managerialismo di facciata, condito da commissari che tanti episodi giudiziari stanno provocando, denunciano i tecnici nella lettera, «sono state calpestate e si vogliono calpestare competenze di altissimo livello, anche internazionale, imbrigliate prima dall'omologazione coni Lavori Pubblici, quando c'era precedentemente una legislazione specifica, poi dai tagli mortificanti di finanziamenti e mezzi, che hanno reso il settore asfittico». A Napolitano i tecnici ricordano che «si è giunti addirittura a vietare i sopralluoghi ispettivi con la propria auto ai funzionari, che già "godono" perla maggior parte di risibili stipendi, a fronte di retribuzioni da super manager che pervadono il ministero». Ebbene, continua la lettera, «riteniamo che la misura sia colma, considerata l'inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio del mondo».
Pompei. L'appello tecnici a Napolitano: competenze calpestate
Basta con gli attacchi di Bondi alla professionalità dei tecnici del suo ministero. L'associazione nazionale dei tecnici dei beni culturali boccia la gestione del settore e scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ringraziarlo del suo intervento su Pompei e lanciare un altro allarme sulla "incredibile situazione dei beni culturali in Italia, che tanto scalpore suscita nel mondo. In nome di un managerialismo di facciata, condito da commissari che tanti episodi giudiziari stanno provocando, denunciano i tecnici nella lettera, sono state calpestate e si vogliono calpestare competenze di altissimo livello, anche internazionale, imbrigliate prima dall'omologazione coni Lavori Pubblici, quando c'era precedentemente una legislazione specifica, poi dai tagli mortificanti di finanziamenti e mezzi, che hanno reso il settore asfittico. A Napolitano i tecnici ricordano che si è giunti addirittura a vietare i sopralluoghi ispettivi con la propria auto ai funzionari, che già "godono" perla maggior parte di risibili stipendi, a fronte di retribuzioni da super manager che pervadono il ministero. Ebbene, continua la lettera, riteniamo che la misura sia colma, considerata l'inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio del mondo.
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