Il ministro: domani spiego in Parlamento ma basta caccia alle streghe Il crollo della casa dei gladiatori a Pompei fa esplodere la bufera politica. E lo scontro vede Pd, sinistra ma anche Fli puntare l'indice contro il ministro Sandro Bondi e il Pdl far quadrato a difesa del titolare del dicastero dei beni culturali. Il Pd valuta una mozione di sfiducia, anzi l'idea è fare una valutazione comune con opposizioni e Fli ieri tornata a chiedere: via Bondi. Il capogruppo alla Camera del Pd Dario Franceschini attacca: «Il governo riferisca in aula sui vergognosi fatti di Pompei. Attendiamo la risposta di Bondi, la gravità dei fatti fa ritenere che tra le cose possibili all'esito della informativa vi sia una mozione di sfiducia che valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari». Bondi parlerà domani alle 11. «Sulla base della richiesta del Pd di riferire al Parlamento - spiega il ministro mercoledì (domani, ndr) alla Camera spiegherò ciò che è accaduto a Pompei e quello che è necessario fare nel futuro, con serietà e senza scaricare la responsabilità su nessuno». Chiaro, dunque, il distinguo di Bondi che oggi incontra a Roma Giuseppe De Mita vicepresidente della Campania con delega al turismo «per un piano di intervento su strutture e siti a rischio della regione». Per il crollo della Schola Armaturarum Bondi ha incaricato i tecnici dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di scrivere una relazione tecnica. Ieri hanno iniziato il lavoro a Pompei. Difficili, causa meteo, le prime perizie. Si vedrà. Ma è il barometro politico che domani a Montecitorio può segnare tempesta: per la variabile Fli. Cosa faranno i finiani sulla partita sfiducia? E' chiaro che un eventuale assenso aprirebbe scenari clamorosi. Intanto. Fabio Granata, vice presidente dell'Antimafia e deputato di Fli ritenuto tra i «falchi» della formazione serve a Bondi un aperitivo dal gusto più che amaro: «Confermo la richiesta di immediate dimissioni di Bondi. Dopo aver sentito le sue parole e le sue giustificazioni, dopo anni di commissariamento di Pompei, si è rafforzata negli italiani l'idea di una sua totale inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio culturale del mondo. L'Italia e la sua cultura meritano ben altro di un ministro che è esclusivamente ministro della Propaganda. Si dimetta e chieda a Berlusconi di istituire questo nuovo ministero». Ma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera attacca: il ministro dei mali culturali deve dimettersi e andare a casa, firmeremo la sfiducia», il leader del Pdci Oliviero Diliberto: «Anziché riferire sul suo fallimento Bondi si dimetta». Pino Arlacchi, europarlamentare del Pd adombra ancora un altro scenario: «Con i nuovi crolli preannunciati da Bondi ci troveremo di fronte al ritiro della delega assegnata all'Italia dalla comunità internazionale per la tutela dei beni. Ue, Unesco o Onu finiranno per pretendere di gestire i tesori sul territorio». Per Enzo Carra, deputato Udc e membro della commissione cultura: «Bondi dovrebbe dimettersi da coordinatore del Pdl per fare meglio il ministro. Ha tollerato e chinato il capo ai tagli di Tremonti. Non si può dire che il ministero abbia brillato per iniziative». Certo Bondi trova delle schiarite. Vittorio Sgarbi taglia corto: «Non vedo in alcun modo la responsabilità del ministro nel crollo. Un danno al patrimonio alla tutela del quale è preposto un Sovrintendente che ha responsabilità esclusiva, e che non ha segnalato l'emergenza, neanche con l'allarme del cattivo tempo». Dal Pdl altro sostegno dal deputato Emerenzio Barbieri della commissione cultura di Montecitorio: «Vanno acclarate le responsabilità. Nel restauro degli anni 50 hanno messo piloni di cemento armato che appesantiscono e quando piove si sa che la pioggia erode e indebolisce le strutture». Poi il governo con il sottosegretario ai beni culturali Francesco Maria Giro: «Bondi è al di sopra dei sospetti. Da tempo si batte affinchè il ministero abbia più risorse».
Pompei, tempesta su Bondi, la sfiducia del Pd tenta i finiani
Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi è sotto attacco dopo il crollo della casa dei gladiatori a Pompei. Il Pd, la sinistra e Fli chiedono le dimissioni del ministro, mentre il Pdl difende Bondi. Il Pd valuta una mozione di sfiducia, mentre Fli chiede di via Bondi. Il ministro promette di spiegare in aula domani le responsabilità del governo per il crollo. I tecnici dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro stanno lavorando per scrivere una relazione tecnica sul crollo. La situazione politica è tesa, con l'eventuale assenso alla mozione di sfiducia che potrebbe aprire scenari clamorosi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo