Noi non ci meravigliamo più, da tempo. Viviamo in un Paese, e soprattutto in una Regione, la Campania, stracolma di fannulloni, incapaci e approfittatori di potere. Il più grande patrimonio storico, artistico e monumentale del mondo non appartiene a coloro che oggi vivono in Italia. Esso è parte integrante dell'umanità, di quella passata, presente e futura. Dove sono i responsabili? Abbiate il coraggio di dire al mondo chi sono i responsabili. Sia quelli che da tempo hanno preparato e favorito questa e le tante altre vergogne note e meno note (pur percependo lauti compensi), sia quelli che nulla hanno fatto per evitarla e oggi cercano giustificazioni e attivano lo scaricabarile. Come è ridotto male questo paese. Da alcuni decenni sostengo che la "monnezza" prima che materiale è umana: nei giorni scorsi anche il Papa l'ha opportunamente ricordato. E' ora di lasciare in pace gli uomini amanti dell'arte e della cultura, le persone sensibili alle bellezze di ogni tipo. Essi hanno bisogno di tempo per smaltire le attuali sofferenze (e non solo il crollo di Pompei) e la bestiale strafottenza di coloro che sono stati la causa degli attuali e dei futuri scempi. Questi stessi figuri li troveremo a discettare sui giornali e in televisione sul nulla. Perché essi nulla hanno fatto e nulla valgono, pur pesando tanto sulle nostre tasche. Caro Mariniello, capisco il suo sfogo e lo trovo opportuno su una questione come il crollo di Pompei che va ben oltre i confini della semplice gestione e conservazione del patrimonio archeologico di questo Paese. Pompei è l'esempio migliore dell'occasione mancata per il sistema Italia. Un tesoro capace di rendere quattrini se ben gestito, anzi di diventare una miniera. Come del resto le tante Pompei di cui è disseminata la Campania. Non sono da meno i Campi Flegrei, che versano in uno stato, se possibile, ancora peggiore. È evidente a tutti che basterebbero una cura e una gestione oculata di questo patrimonio per risolvere il problema occupazionale e risanare i bilanci di questa terra disastrata. Ma, al contrario, le case di Pompei cadono a pezzi e i capolavori sono incastonati dalla monnezza. Forse dietro il cupio dissolvi deve esserci un geniaccio artistico capriccioso e noi non lo capiamo...