La chiesetta rupestre di S. Venera in stato di degrado, recentemente attenzionata da Legambiente nell'ambito del "Salvalarte Sicilia 2010", sarà acquisita dal Centro studi sulla Contea di Modica. Lo ha annunciato il presidente Paolo Failla. "Definiremo l'operazione a breve - ha dichiarato - dopo che la proposta sarà ratificata dall'assemblea, che è stata convocata per domenica. Voglio ricordare che il Centro studi ha un precedente in merito avendo fatto altrettanto per la pregevole chiesa rupestre di San Nicolò inferiore, dotata di preziosi affreschi". Il tempio sarà messo a disposizione della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e, dopo il necessario restauro, sarà resa fruibile oltre che agli studiosi ai turisti. Santa Venera, che è sita nella zona antichissima del Quartiericcio o dello Sbalzo nel vico G. Cannizzaro, uno dei più vasti quartieri rupestri del centro storico, dove fino a qualche decennio fa c'erano degli abitatori in grotta. Del tempio si hanno notizie molto antiche risalenti alle collette papali, alle Rationes Decimarum, relative agli anni 1308-1310 e viene ancora citato nel corso del 1600 nell'elenco delle chiese minori di Modica riportato da Placido Carrafa, autore della prima storia della città di Modica. Nel 1869 Filippo Renda la dice già distrutta. Soltanto recenti studi degli archeologi Vittorio Rizzone e Anna Maria Sammito (di recente nominata dal sindaco Antonello Buscema assessore alla cultura) l'hanno localizzata nel vico Cannizzaro nel quartiere trogloditico. GI. BU. 09112010
SICILIA La chiesetta rupestre deve essere restaurata
La chiesetta rupestre di S. Venera, in stato di degrado, sarà acquisita dal Centro studi sulla Contea di Modica. Il presidente Paolo Failla ha annunciato che l'operazione sarà definita a breve dopo la ratifica dell'assemblea. Il tempio sarà messo a disposizione della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e, dopo il restauro, sarà resa fruibile agli studiosi e ai turisti. La chiesetta è stata localizzata nel quartiere trogloditico di Cannizzaro e ha notizie antiche risalenti alle collette papali e agli anni 1308-1310. Nel 1869 Filippo Renda la descrisse già distrutta, ma recenti studi hanno confermato la sua esistenza.
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