Per l'archeologo Nappo la Schola minata dai lavori degli Anni 50 NAPOLI. «Le cause dei crolli di Pompei sono tre: l'usura delle malte antiche, la vegetazione che si mangia le malte e i tetti inadeguati perché in cemento armato e troppo pesanti. Sono duemila anni che non si interviene su quelle malte, è la prima cosa che andrebbe fatta». Salvatore Ciro Nappo, archeologo di 53 anni, ha scavato Pompei in lungo e in largo dal 1983 al 2000. Ha pubblicato una guida della città tra le più consultate al mondo. Lei ha parlato di crolli. «Già perché non solo è grande il rischio di crolli ulteriori. Non si dice che prima di quello della Schola Armaturarum ce ne sono stati altri, come la Casa del labirinto sei anni fa. Quasi ogni settimana cade un pezzo di muro, un cornicione. Non se ne parla perché forse si preferisce tacere sullo scandalo». Una denuncia forte. «Pompei è circa 100 ettari, solo 66 sono stati scavati e di questi meno di un terzo restaurato. Ebbene, per ogni insula occorrono 3 milioni di euro per il restauro quindi circa 120 milioni per metterle in sicurezza tutte per i prossimi 20 anni. Dei 79 milioni impegnati dal commissariato niente è stato destinato a queste opere». Perché? «Perché il lavoro normale, ordinario, non dà gloria. Si è preferito fare progetti faraonici e inutili come il restauro del Teatro Grande che ha creato un falso, perché il catino non è più quello antico. Le dico una chicca». Prego. «La Schola Armaturarum è crollata perché negli anni '50 furono inserite alla base dei muri portanti strisce di piombo per isolare le pitture dall'umidità e il tetto in cemento armato poggiava su quei muri senza fondamenta. Chi lo sapeva non è intervenuto». Napolitano ha gridato alla vergogna. «Siamo tutti arrabbiati, ma la cosa ipocrita e che molti di quelli che oggi accusano sono i primi responsabili del degrado di Pompei». A chi si riferisce? «Alle strategie studiate, approvate e messe in opera. Ad esempio per il restauro delle regiones, prima e seconda, costato 30 milioni di euro. Non aver cercato nuove strategie ha fatto perdere a Pompei 15 anni che potevano essere impegnati per il restauro di parte della città, compresa la Schola Armaturarum. Il ministro Bondi è a conoscenza della rovina di Pompei da due anni, che cosa ha fatto finora?». (f.f.)
CAMPANIA - Molti altri crolli tenuti nascosti
L'archeologo Nappo sostiene che i crolli di Pompei sono causati da tre fattori: l'usura delle malte antiche, la vegetazione che si mangia le malte e i tetti inadeguati. Nappo ha scavato Pompei dal 1983 al 2000 e ha pubblicato una guida della città. Ha parlato di crolli e ha affermato che il rischio di crolli ulteriori è alto. Nappo sostiene che la causa dei crolli è anche la mancanza di intervento su quelle malte, che sono state lasciate in condizioni precarie per duemila anni. Nappo ha anche criticato il commissariato di Pompei per non aver destinato i 79 milioni di euro impegnati al restauro a opere di restauro.
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