la scoperta durante i lavori in via buozzi Dagli scavi affiora il tempio di San Teodoro DOVE OGGi c'è il porto, c'era una raggiera di conventi. Dove si aggirano i turisti pronti per la crociera c'erano i canonici. Dove si caricano e scaricano container, si erigevano chiese. Direttamente sugli scogli. Con mura potentissime per contrastare il mare. E proprio il recentissimo ritrovamento di imponenti porzioni di mura, nel cantiere di via Bruno Buozzi, ha permesso di individuare la chiesa che mancava all'appello: dedicata a San Teodoro. I testi la indicavano proprio lì, in quel tratto di fronte a mare, costruita in epoca longobarda, con un primo documento che parla del 1100. Distrutta nel 1870 per costruire la parte a mare dei Magazzini Generali e anche la ferrovia Torino-Genova. Mentre delle altre chiese con annessi conventi, nel corso di questi anni di intensi scavi archeologici, via via erano comparsi reperti, orme, più o meno significative, di San Teodoro, di cui si sapeva l'ubicazione all'altezza circa della chiesa di san Benedetto al Porto, all'inizio di via Buozzi, non c'era traccia. Ultimo domicilio conosciuto: la ricostruzione oltre cento anni fa di una chiesa, in forme neogotiche. L'attuale San Teodoro, appunto. Mentre in agosto durante la campagna archeologica condotta da Piera Melli e Alexandre Gardini, della Soprintendenza Archeologica della Liguria, e da gli esperti di Arkaia, compariva un tratto delle mura a mare seicentesche, (che partivano da Carignano, salivano fino al Righi e si ricongiungevano alla Lanterna) e successivamente un potente rinforzo delle mura stesse risalenti all'Ottocento, ecco che nelle settimane scorse, affiorano altre pietre. Non solo una piccola parte di molo, secondario però, dove nell'antichità si scaricavano calce e pietre. Ma soprattutto i segni molto robusti del complesso religioso. «Sono le mura, ripeto particolarmente possenti perchè dovevano opporsi direttamente alle mareggiate, della chiesa di San Teodoro» non ha dubbi Alexandre Gardini che ricorda come questo edificio, nei secoli, fosse stato abbellito e decorato su ordine di nobili famiglie genovesi, i Lomellini in particolare. E che la chiesa di San Teodoro fu successivamente elevata al grado di Abbazia nel 1481 con una bolla di Sisto IV. E si amplia così questo singolare panorama oggi portuale e commerciale, segnato dai carroponte là dove c'erano chiostri: ecco la chiesa di San Lazzaro, dove attualmente inizia via Venezia, ritrovata negli scavi del 1987, ecco San Tommaso costruita in "caput Arenae", di fatto dove c'è la Stazione Marittima. I cui reperti sono già emersi a suo tempo. Immediatamente all'interno della fascia portuale, la Commenda, e oggi la ritrovata San Vittore, straordinaria scoperta di una struttura del XII secolo, molto ben conservata. Peccato che per ora non ci siano i finanziamenti per potere proseguire nell'indagine e quindi il cantiere, in via Prè, sotto Palazzo Reale, nell'ex palazzo della Guardia di Finanza, sia ancora senza futuro.