Parte stasera il corso promosso dal Comitato dei residenti per trovare fondi per il quartiere: cultura aiuta cultura Un Corso sulla Storia di Genova per finanziare il restauro dellarco di Santa Brigida. Cultura in cambio di cultura, un baratto raro in tempi in cui il sapere e il patrimonio sembrano registrare nel nostro Paese, per lo più, crolli. Se lo sono inventato due sensibili docenti, Franco Paolo Oliveri, professore di Storia e Filosofia al liceo classico DOria, e Maria Antonietta Alberti, collaboratrice della Soprintendenza archeologica ligure e già professoressa di Lettere classiche. «È difficile ricordare un corso completo dedicato alla storia della nostra città, dalle origini al 1915 - spiega Oliveri - non è nei programmi scolastici della scuola superiore, non è, se non in alcuni corsi monografici, affrontata dallUniversità. Invece cè bisogno di capire da dove veniamo, da dove viene questa città». Parte questa sera il "Corso sulla Storia di Genova", alle 20.45, in salita Famagosta 3r (anche il luogo, è pertinente), nel cuore del quartiere di Santa Brigida, nella nuova sede del circolo Vega (ricavata nellantico refettorio del convento di Santa Brigida) che ha organizzato liniziativa con il Comitato Santa Brigida (per iscriversi, www.comitatosantabrigida.it), unassociazione di residenti che hanno deciso di mettersi insieme e riqualificare il territorio in cui vivono. Poco tempo fa hanno organizzato un concerto del cantautore (e storico dellarte) Franco Boggero, destinato proprio a finanziare il recupero dellarco. Fino al 10 maggio, un martedì sì e uno no, si svolgeranno le altre undici lezioni. «Il corso è gratuito, solo chi vuole può versare un contributo a sua discrezione, per aiutarci a recuperare larco», dice Oliveri. Cè anche un altro obiettivo del corso, molto più ambizioso: «Scoprire dove è finito il genovese, che sinceramente sembra ormai un caro estinto - ammette Oliveri - Lezione dopo lezione, si scoprirà che i genovesi erano individui molto aperti, propositivi, intraprendenti. Fosse per loro ci sarebbe già il Terzo valico e il Tunnel sotto il porto. Dovè finito lo spirito di Genova? È fermo al "maniman" che impedisce qualsiasi cosa, che paralizza. Recuperando la memoria di questa Genova, probabilmente riusciremo a recuperare il futuro». Oliveri, e se qualcuno la prenderà per leghista? «Macchè. Quando il leghismo difende la tradizione locale ed evita dinventarsi miti, è positivo. Diventa insopportabile quando contrappone le comunità locali, luna contro laltra».