«II progetto della Fondazione non ci trova d'accordo, configurandosi in totale contrasto con la volontà di Zeri di veder condivisa o collocata altrove una collezione così importante, nata per il Lazio e nel Lazio». Lo afferma l'assessore alla cultura della Regione Lazio Luigi Ciaramelletti, il quale ha reso noto di aver scrìtto nuovamente al magnifico rettore Pier Luigi Calzolari, per ribadire la posizione della Regione Lazio in merito all'utilizzo e alla destinazione dei beni di Federico Zeri. Ciaramelletti ha sottolineato «la volontà della Regione Lazio di entrare a far parte dei membri della Fondazione Zeri». Ancora un anno di attesa, o poco più. Poi, nel 2004, la Fototeca Zeri comincerà a parlare in web con le prime decine di migliaia delle sue voci. Ma fin da ora cliccate www.fondazionezeri.unibo. it: potrete già navigare tra 121 schede un primo campione pilota che sintetizzano, attraverso 296 foto, i più tipici interessi del grande critico: la pittura italiana dal '200 al '900, la scuola marchigiana, la natura morta, altrettante aree in cui questa sterminata enciclopedia per immagini ha pochi rivali al mondo. La fototeca on line cammina grazie al lavoro di una decina di catalogatori capeggiati da Laura Gasparini e con la supervisione scientifica di Anna Gavina, direttrice della Fondazione Zeri a braccetto della Microsoft, che è come dire Bill Gates, gente insomma che di uso dell'informatica in materia d'arte si intende bene (il lavoro sul Codice Hammer, poi Lester, insegna). E per la Microsoft, ieri, a Villa Guastavillani, alla presentazione della Fondazione e dei suoi progetti, è arrivato il vicepresidente Umberto Paolucci (laurea a Bologna). C'era una soddisfazione raccolta, meditata, ma solida, nelle parole con cui il rettore Pier Ugo Calzolari ha aperto l'incontro, illustrando le linee del piano di lavoro pensato dalla nostra università per valorizzare il tesoro 290.100 immagini, e altro ancora, come diremo che Zeri, scomparso il 5 ottobre del 1998, le ha lasciato per testamento. «Questo è un progetto culturale di vasto respiro, il che è sempre difficilis-simo in Italia», ha affermato Calzolari davanti a una platea in cui spiccavano, tra gli altri, il soprintendente ai beni architettonici Garzillo, il presidente degli industriali Volta, i prorettori Tega e Mo-nari, numerosi altri docenti e molti esponenti del mondo bancario». Le stesse cifre del lascito Zeri bastano da sole a far comprendere la portata dell'impresa: che consiste nel rendere consultabile on line, digitalizzandolo, un vero tesoro iconografico. E on line vuoi dire massima praticità e nessun pericolo di usura o perdita dei materiali. Ma oltre alle foto, ci sono i 90.000 volumi della biblioteca (inclusi i 40.000 cataloghi d'aste), le 400 epigrafi, i 210 reperti d'arte antica, oltre alla villa di Zeri a Montana «che ha persino bisogno», ha spiegato Calzolari, «di esser messa a norma negli impianti ordi-nari, e nella quale insederiemo corsi di specializzazione per dottorandi». Anche il piano finanziario, del resto, non è leggero: 1 milione di euro l'anno a regime, 3 milioni e mezzo di euro per i 46 anni necessari alla digitalizzazione completa delle foto, 400.000 euro in tre anni per la biblioteca. Di suo, l'Alma Mater ha già sborsato oltre 500.000 euro, mentre il ministero dell'Università ha stanziato un fondo permanente e quello dei Beni Culturali ha ribadito il suo sostegno. Un programma del genere, lo si comprende, non marcia se non in pool: ecco allora scendere in campo, con l'ateneo, la Regione e il suo Istituto per i Beni Culturali (ieri qui, rispettivamente, con l'assessore alla cultura Barbieri e il direttore Zucchini, ecco Uni-Credit, la Fondazione del Monte e la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona. Uno schieramento all'altezza dell'impegno, si può dire. Intanto, mentre le foto del maestro continuano a passare sui computer e fra le mani guantate dei catalogatori, già alla fine dell'anno la fototeca è attesa da un passo decisivo. Per quell'epoca i lavori di sistemazione dell'ex convento di Santa Cristina (5.000 metri quadrati; conduce il restauro l'architetto Scannavini) saranno ultimati. E allora diventerà concreto il passaggio della fototeca, adesso ospitata dalla villa cinquecentesca sui primi colli, nel complesso in cui troveranno posto anche il Dipartimento di Arti Visive e l'arte .orientale della collezione Bernati. Si mira a un centro di alti studi sull'arte, di livello internazionale. «Zeri ha puntualizzato Calzolari voleva fortemente che a consultare le sue immagini, i suoi documenti, fossero i giovani, gli studenti, prima ancora che gli studiosi. Per questo ha voluto legare il suo lascito a un'università, e questo noi faremo. Non cambieremo opinione, e meno che mai di fronte a polemiche e conflitti strumentali. Parliamo col nostro lavoro, vogliamo solo lavorare in pace». Era un fermo richiamo alle polemiche su "Fondazione Zeri a Bologna" o "Fondazione Zeri a Mentana" che hanno per mesi avvelenato il clima e di cui ancora si avvertono colpi di coda dalla capitale. Ma altri "assaggi", prima che la digitalizzazione vada in porto, si annunciano. «Gli expertise di Zeri ha anticipato la professoressa Gavina erano spesso brevi saggi, articoli. Salvando la privacy degli interlocutori, pensiamo di pubblicarli. E lo stesso vale per la corrispondenza che ci è giunta o per le ricerche sulle foto rimaste incompiute. Con questi materiali faremo uscire un "Diario di lavoro" come quelli che lui stesso pubblicò in vita da Einaudi». Partenza azzeccata, allora. Nessuno si nasconderà, adesso, che il percorso è lungo e la guida richiede polsi fermi.
Clicca nel web alla scoperta del patrimonio dì Zeri - L'assessore del Lazio: 'Libri e foto restino a Mentana'
La Fondazione Zeri, fondata da Federico Zeri, ha iniziato a digitalizzare le sue 290.100 immagini, che includono opere d'arte italiane dal '200 al '900, scuola marchigiana e natura morta. La fototeca online è stata lanciata con il sostegno della Microsoft e della Regione Lazio, che ha espresso la sua volontà di entrare a far parte della Fondazione. Il progetto prevede la digitalizzazione completa delle foto entro 46 anni, con un budget di 3,5 milioni di euro. La fototeca è attesa a entrare in funzione nel 2004, e sarà ospitata nel complesso della villa di Zeri a Montana.
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