Piove nella chiesa di Santa Maria alle Grazie, dichiarata patrimonio dellumanità dallUnesco. Lacqua entra dal lucernario della cupola progettata dal Bramante. Laltare maggiore è inagibile dato che, dopo lacqua, vi è caduto sopra anche del pulviscolo, probabilmente salnitro dellintonaco. Il priore dei frati domenicani ha dato lallarme e già ieri mattina cè stato un sopralluogo tecnico da parte della Sovrintendenza ai beni architettonici. «Dobbiamo approfondire lindagine spiega il sovrintendente Alberto Artioli faremo un intervento già nei prossimi giorni con tecnici scalatori o con un braccio meccanico per valutare lesatta entità del danno. Il tiburio necessita manutenzione costante». Piove dentro la chiesa di Santa Maria alle Grazie. Lacqua entra dal lucernario della cupola del Bramante e cade proprio sullaltare maggiore, che per questo motivo è inagibile e sostituito da un altare provvisorio di legno messo qualche metro più avanti, in zona di sicurezza. Ad accorgersi dellinfiltrazione e della caduta dacqua piovana sono stati i frati domenicani che custodiscono da secoli la chiesa, dichiarata patrimonio dellumanità dallUnesco. Al momento non ci sono macchie dumidità visibili nel tiburio attribuito al Bramante che, nella seconda metà del 400, era ingegnere ducale degli Sforza. Lodovico il Moro volle la chiesa inizialmente come mausoleo familiare. Oggi lopera è fra i gioielli dellarchitettura rinascimentale più ammirati al mondo. Ma anche se a occhio nudo non si vedono danni, terminata la pioggia, i segni inquietanti sono aumentati: sullaltare è caduto uno strano pulviscolo, probabilmente salnitro che si stacca dallintonaco della cupola. E così, per verificare che cosa stia accadendo a uno dei più importanti monumenti della città e del Paese, già ieri i tecnici della Sovrintendenza ai Beni architettonici sono stati sul luogo, allertati dal priore, padre Gianni Festa. «È chiaro che dopo quel che è accaduto a Pompei, chiunque custodisca un bene di questa natura è col cuore in gola - spiega il priore - . Noi a maggior ragione, visto che questa costruzione è delicatissima e bisognosa di una manutenzione costante e capillare. Ogni minimo segno di degrado devessere interpretato e curato, infatti abbiamo i restauratori praticamente sempre allopera allinterno della basilica». Ancora nessuno, fra le centinaia di turisti che ogni giorno si riversano in chiesa per ammirare le decorazioni murarie e gli affreschi sopravvissuti anche ai bombardamenti del 1943, si è accorto del problema nella cupola bramantesca. Lo conoscono solo i frati e i restauratori allopera in questi giorni nella parte anteriore della chiesa. Lallarme lanciato dal priore è stato immediatamente recepito. Lo conferma la Sovrintendente regionale ai Beni paesaggistici, Caterina Bon Valsassina: «Siamo al già al lavoro. Credo si tratti di un problema di entità relativamente ridotta, ma i tetti di questo tipo di opera vanno tenuti monitorati con costanza, ogni anno». Sul posto è arrivato lo specialista della Sovrintendenza ai beni architettonici, che ha fatto un primo sopralluogo, in vista di un approfondimento dellanalisi già dai prossimi giorni. «Bisognerà fare un sopralluogo sopra al tiburio, se possibile con alcuni scalatori o con un braccio meccanico. È lunico modo per vedere da vicino che cosa accade e per quantificare lentità del problema», spiega il sovrintendente Alberto Artioli. I frati stessi riconoscono lattenzione costante delle sovrintendenze e del provveditorato alle opere pubbliche, dato che la chiesa e ladiacente ala del convento che ospita il Cenacolo sono di proprietà del Demanio statale. «In Santa Maria alle Grazie la manutenzione è continua, ci sarebbe bisogno di avere qualche decina di persone allopera come succede per la fabbrica del Duomo - aggiunge Artioli - ma è la prima volta, dallultimo restauro che ci sono infiltrazioni dacqua dalla cupola. Magari si è mossa qualche tegola, la copertura è fatta di rame e di tegole, speriamo di poter sistemare il problema con un intervento dei restauratori in cordata, come fatto in passato. Altrimenti sarà necessario mettere un ponteggio interno, perché non ci sono rampe daccesso dallesterno».