Per ridurre i rischi di sciagure come quella di Pompei è indispensabile un monitoraggio continuo Non dobbiamo più arrivare allurgenza del restauro ma effettuare tanti piccoli interventi di manutenzione La Casa di Livia sul Palatino e il Colosseo, la Domus Aurea e la Crypta Balbi in via delle Botteghe Oscure, il Tempio di Minerva medica e interi tratti della via Appia, e poi ancora la Villa di Livia sulla Flaminia, le Terme di Caracalla, il tempio rettangolare del Foro Boario e Castel SantAngelo: sono alcuni fra i luoghi sotto strettissima la osservazione del commissario Roberto Cecchi, impegnato da un anno e mezzo nellimpresa di evitare sciagure come quella che ha colpito la Casa dei Gladiatori di Pompei. Spiega: «Il nostro obiettivo è non arrivare mai al punto critico del restauro ma effettuare una continua serie di piccoli interventi mirati alla manutenzione, alla conservazione. Certamente, il fatto che sia necessario un monitoraggio costante prova quanto la situazione sia difficile e non ci consente di escludere completamente i rischi». Dal centro alla periferia, gli interventi sono schematizzati su un foglio excel: trentadue luoghi per sessantacinque cantieri avviati con procedura durgenza, già in corso o prossimi allapertura, per una spesa complessiva di 31.588 mila euro. Le priorità sono state stabilite da confronti diretti con i funzionari, utilizzando quella che Cecchi chiama «memoria storica» ovvero gli ispettori, i funzionari, i soprintendenti: in questo modo per ciascun luogo è stata decisa una (o più duna) urgenza, vagliata in seguito da una commissione e infine deliberata. Un lavoro che ha richiesto un anno di preparazione e sta dando i primi risultati, come nel caso dellapertura del Terzo anello dellAnfiteatro Flavio o dellapertura della passeggiata sulla Vigna Barberini. Come si sa, tra i malati cronici dellarcheologia romana cè il Palatino che catalizza molti degli interventi, anche in considerazione dellampiezza dellarea. Ecco cantieri per Santa Mari antiqua, la Domus Tiberiana, le pendici sud-ovest del Palatino e quelle del Campidoglio. Restano da assegnare risorse - già sollecitate - per controllare il rischio idrogeologico del Palatino mentre stanziamenti speciali sono stati effettuati, a beneficio dei visitatori, per la realizzazione di servizi igienici sia al Foro che al Palatino. Reclama urgenza la messa in sicurezza degli acquedotti, in particolare quello Alessandrino (160 mila euro) e quello Claudio (1 milione 50 mila euro), necessaria anche per Castel SantAngelo (230 mila euro). Alla Crypta Balbi in via delle Botteghe oscure è in corso un intervento su torre est e palazzo medievale mentre a Ostia antica è stata disposta la manutenzione del verde dellintera area e alle Terme di Diocleziano gi archeologi dovranno lavorare sulle aule VIII, IX e natatio oltre che al chiostro Ludovisi. Indispensabile infine la verifica della sicurezza sismica su alcuni monumenti allinterno dellarea Foro-Palatino: arco di Settimio Severo, casa di Augusto, casa di Livia, Curia, museo Palatino, Oratorio dei 40 martiri, portico medievale, san Bonaventura, santa Maria antiqua, tempio di Antonino e Faustina, tempio di Romolo e Uccelliere.