«Nei prossimi tre anni sono previsti investimenti per 150 milioni di euro, in buona parte già finanziati con interventi regionali, e l'esigenza di disporre di aree immediatamente edificabili è essenziale per evitare la perdita di tali somme: privare oggi le cooperative di adeguate aree di insediamento significherebbe quindi privare circa 700 famiglie della possibilità di costruire la loro casa e oltre due mila persone di un lavoro». Questi i numeri forniti da Confcooperative Siracusa durante l'audizione del suo presidente, Salvo Leone, al tavolo tecnico sul Piano regolatore generale. Confcooperative ritiene fondamentale conoscere le reali esigenze del territorio e tenere conto delle novità degli ultimi anni, come il riconoscimento Unesco, le nuove tecniche di costruzione e le nuove politiche energetiche ed ecosostenibili delle case in cooperativa, e pone l'accento su alcuni elementi determinanti. Intanto la dinamica demografica statica di Siracusa, dove non si registra né una crescita né una decrescita significativa, bensì nuovi flussi migratori e la scissione dei nuclei familiari, con una densità della popolazione nel contesto urbano (soprattutto nei quartieri di Akradina, Neapolis e Grottassanta) talmente elevata da rendere possibile una riqualificazione della città solamente modificandone i confini. Ma anche la necessità di incentivare i processi di ristrutturazione e riqualificazione di alcune aree (Ortigia e Borgata) e pensare a un processo di progressiva sostituzione dei vecchi edifici con altri, nuovi, affidandosi alla demolizione e alla ricostruzione, l'importanza del verde pubblico non ai margini della città, ma integrato e fruibile ai cittadini. Da questo quadro emerge una giustificazione all'espansione edilizia attuata a Siracusa, ma anche la disponibilità a non «esagerare». «Bisogna evitare di creare diversi piccoli poli di espansione tra loro scollegati e non inquadrati in un'organica idea di sviluppo urbano - spiega ancora il presidente Leone - evitare impatti in aree di interesse archeologico o di particolare pregio paesaggistico, privilegiando, invece, l'integrazione delle nuove aree con l'attuale tessuto urbano, creando virtuosi fenomeni di riqualificazione di alcune aree periferiche che nei passati decenni sono state oggetto di scoordinate e non regolate situazioni di urbanizzazione». Tremilia e la zona interna della penisola Maddalena, sempre secondo l'analisi fatta da Confcooperative, presentano tali caratteristiche: aree in cui bisogna realizzare opere di mitigazione del rischio idraulico e di urbanizzazione, a prescindere dai nuovi insediamenti. «Una regolata e controllata urbanizzazione di queste aree - conclude il presidente Leone - che si prestano a un'edilizia residenziale qualificata ed eco-sostenibile, oltre a decongestionare gli attuali quartieri siracusani faciliterebbe l'applicazione di piani di evacuazioni in caso di eventi drammatici». 08112010
SICILIA - PAESAGGIO - Servono aree edificabili
Il presidente di Confcooperative Siracusa, Salvo Leone, ha sottolineato l'importanza di disporre di aree immediatamente edificabili per evitare la perdita di investimenti regionali. Questi investimenti sono previsti per i prossimi tre anni e sono in buona parte già finanziati con interventi regionali. La cooperativa ritiene che la conoscenza delle reali esigenze del territorio sia fondamentale per evitare la perdita di somme. Leone ha anche sottolineato l'importanza di incentivare i processi di ristrutturazione e riqualificazione di alcune aree, come Ortigia e Borgata, e di pensare a un processo di progressiva sostituzione dei vecchi edifici con altri, nuovi.
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