Del piano paesaggistico ibleo se ne può, anzi se ne deve ancora potere discutere. Convinti della necessità di mantenere un atteggiamento "illuminato", non pregiudizievole, né tantomeno "ecumenico e fondamentalista", il Sel di Vittoria ha aperto la sua sede al dibattito cittadino. "Sul piano paesiggistico - commenta Salvatore Garofalo, responsabile enti locali del Sel - vige, purtroppo, ancora molta disinformazione, una carenza informativa che ha consentito e consente a a molte forze politiche e ad altrettanti rappresentanti istituzionali, di dire tutto il mare possibile cavalcando l'onda populistica del facile malcontento. Noi abbiamo scelto di parlarne in modo "laico", senza porre paletti, non tentando di oscurare né pregi né difetti". Nutrita la partecipazione al dibattito: registrate le presenze del consigliere provinciale Pippo Mustile, il consigliere comunale Peppe Cannella, il componente del Consiglio dell'Ordine degli agronomi dott. Pippo Margani, l'architetto Arcangelo Mazza vice presidente regionale dell'Associazione Stabilimenti Balneari, l'architetto Marco Marangio di Legambiente e Pippo Drago presidente provinciale Confederazione Italiana Agricoltura. "Tutti concordi - ribatte Garofalo - nel ritenere il piano uno strumento regolatore del territorio fondamentale, necessario ed atteso, soprattutto dopo tanti anni di liberismo della peggiore specie che ha fatto scempio del nostro territorio modificando pesantemente l'integrità del suo paesaggio. Ma, allo stesso modo, non ci si può "arrendere" a quelle esigenze ambientaliste che vedono il territorio in un'ottica di conservazione tout court dell'esistente, o peggio ancora, a ritorni alla tradizione che tanto sembrano frutto di un progetto velleitario e senza radici". Il piano deve dunque normare ma, allo stesso tempo, "assicurare diritto di cittadinanza - precisa ancora Garofalo - agli interessi degli imprenditori agricoli ed artigianali, nonché a quelli di sviluppo delle reti infrastrutturali, condizioni indispensabili in un futuro di avanguardia e di speranza per la nostra economia". E se nel piano c'è scritto "il futuro" di questa terra, non può essere "calato dall'alto. " Non si può proteggere qualcosa di cui non ci si innamora - conclude l'esponente del Sel - e pertanto non crediamo a vincoli calati dall'alto ma discussi e concertati assieme. Riteniamo che ci può essere in questo senso un grande contributo di democrazia e di libertà". L'impegno prossimo del Sel andrà in questa direzione. "I cittadini - conclude Pippo Pollara, coordinatore cittadino del Sel - hanno il diritto ad essere informati e ascoltati, domenica 21 novembre ci ritroveremo in piazza del Popolo". D. C. 07112010