Il ministro in visita agli scavi annuncia un piano straordinario. E gli operatori lo fischiano: vergogna Il ministro Bondi piomba a Pompei, per un sopralluogo sui resti della Domus dei Gladiatori crollata e sul sito archeologico. Spiega le cause del cedimento e cerca di limitare i danni, almeno quelli di immagine. «Le cause sono chiare: le infiltrazioni dacqua e un restauro effettuato negli anni '50 con una copertura di cemento armato. Forse gli affreschi si potranno recuperare e si potrà perfino ricostruire ledificio della Schola Armaturarum», spiega. Ma, mentre il ministro, preceduto dai tecnici, cammina per la strada dellAbbondanza, un gruppetto di operatori, a viso duro, cerca lo scontro: «Vergogna. Dimettiti. Qui cade tutto a pezzi». Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi va avanti e li ignora. Poi, in conferenza, al «vergogna» del presidente della Repubblica e alleco degli operatori di Pompei risponde: «Se avessi la certezza di avere delle responsabilità nellaccaduto, mi dimetterei. Riferirò subito in parlamento». Rassicurazioni a parte resta il problema della manutenzione dei circa 1500 edifici del sito archeologico. E lo stesso Bondi deve ammettere: «Sono possibili altri crolli soprattutto nella parte che si affaccia sulle case scoperte e non ancora restaurate». Il ministro annuncia un piano straordinario per la manutenzione degli edifici pompeiani e un gruppo di lavoro scientifico per affiancare la Sovrintendenza (retta ad interim fino al 31 dicembre da Jeannette Papadopoulos). Nega che i problemi di gestione siano legati alle scarse risorse («dai visitatori Pompei ricava 20-25 milioni allanno. Forse non si usano bene»). Rilancia lidea di aprire ai privati la gestione dei Beni culturali. E pensa di affiancare ai Sovrintendenti «nuove figure professionali». «No a commissari, leggi speciali e stanziamenti demergenza, ma nuovi finanziamenti strutturali con la prossima Finanziaria», chiede, invece, il Fai. Intanto nel sito archeologico di Pompei molti dei progetti avviati, come quello per facilitare laccesso ai disabili e contro il randagismo, non sono più operativi. Due uffici turistici su tre dinverno sono chiusi. Gli affreschi non sono protetti e allingresso dellAnfiteatro spiccano, abbandonate, le due strutture in plexiglas realizzate questestate per ospitare una mostra dalla Protezione civile.