La mamma entusiasta interroga il figlio: «In quale casa ti sarebbe piaciuto abitare?». Sono seduti, a godersi il sole beffardo dell'estate di San Martino, su un alto marciapiede di via dell'Abbondanza, a qualche metro appena dalle transenne che chiudono ai turisti le macerie della Domus dei Gladiatori. «In quella con il giardino grande» risponde il bambino con le gambe penzoloni. «E non quella dei Gladiatori?» insiste la donna. «Ma sei scema? E se mi cadeva in testa?». Voce dell'innocenza e sguardi perplessi sulla massa grigia delle mura che hanno resistito per secoli alla cenere ardente del Vesuvio, e pure alle bombe della seconda guerra mondiale ma non ai gelidi protocolli della burocrazia. Fine miserevole di un bene millenario: stroncato da mancata manutenzione. Una prece. Si dispensa dai fiori. Il solito giapponese, intruppato come gli altri con guida e auricolari, ammira il fuori programma (ne sono venuti, ieri, in gruppi o sciolti fin oltre la casa dei Casti Amanti) e chiede se sia stata la furia del vulcano, nel lontano 79 dopo Cristo, a ridurla così e mantenuta franata come testimonianza della natura matrigna del terra. Repliche imbarazzate. Ma ci è o ci fa? È venuto a sfottere? È stato un pellegrinaggio, comunque, ma anche, per chi aveva occhi per vedere oltre la fascinazione inevitabile da turista frettoloso, una Via Crucis. È vero lo sgarrupo, il rudere, è l'asso nella manica di Pompei. Ma qui si esagera. Dall'alto del terrapieno alle spalle della casa crollata, della casa di Giulio Polibio e quella dei Casti Amanti, dove coltivano fave, piselli e cipollotti, la vista è drammatica. Lo capisce anche il ministro Sandro Bondi, che proprio lassù ha parlato con la stampa, sentendo e provando a ignorare le contestazioni che arrivavano da sotto, da una traversa di via dell'Abbondanza. Un gruppetto di guide turistiche, sette-otto, ha inveito contro Bondi: «Sei il peggior. ministro di tutti i tempi»; «Scendi a raccogliere i tuoi cocci». Lui ha abbozzato. Ma quando gli hanno spiegato di chi si trattasse, ha sbottato con una battuta sarcastica: «Erano guide? Andiamo bene, questo mi fa ben sperare su come sono accolti i turisti». Bondi aveva avuto un assaggio del clima che l'aspettava, già al suo ingresso negli Scavi da piazza Anfiteatro. Un gruppo di turisti, arrivato apposta da Roma con un pullman per cantargliele, s'è unito ad altri visitatori. In un tutto un centinaio di persone che, quando l'auto ministeriale è passata, hanno gridato «Vergogna, vergogna». Nella luce spietata di una domenica di novembre, tra forestieri di tutto il mondo, che sciamano sui basoloni consumati da miliardi di passi, e fotografano, riprendono, ma senza la ressa dei giorni buoni, i mali di Pompei mostrano la loro faccia rassegnata. Proprio dietro la casa di Polibio giacciono ammonticchiate vecchie sedie di plastica, circondate da altra monnezza sfusa. Indecenze nascoste all'occhio del visitatore, che però può contare benissimo le case transennate. Quella di Pasquio Proculo è in restauro. Quella di Cornelia mostra i suoi rugginosi tubi che di innocente hanno solo il nome. La Domus Sirici è un edificio pericolante, è off-limits. Ma peggio di tutto, sussurrano le guide, è la condizione della Casa dell'Orso Ferito, in via degli Augustali. Le mura sono gonfie d'acqua e bombate. Non è visitabile e rischia di non esserlo mai più. È lontana dai giri principali. I più fanno la fila all'ingresso del Lupanare. È sempre stato così, ma diventa simbolico dell'amore ai tempi delle escort. Infilarsi nelle strade secondarie è un'esercitazione da corsi di orientamento. Le paline con le indicazioni spesso sono assenti o divelte. E non si può certo seguire le tracce dei cani randagi, dati per espulsi, ma ben domiciliati, senza permesso di soggiorno. Il crollo della Scuola dei Gladiatori, imponente e clamoroso, è stato il culmine di un disfacimento a bassa intensità. Le guide sfilano i grani di un rosario doloroso: a marzo è venuta giù una massa di terra vicino alla Casa di Polibio e negli ultimi mesi ci sono state infiltrazioni d'acqua nella Casa dei Casti Amanti, due piccole frane hanno coinvolto le mura esterne. E gli Scavi non hanno più operai. L'ultima squadretta non è stata sostituita quando è andata in pensione. Turn over bloccato. La manutenzione è stata abolita. Affidatevi alla Madonna.
Pompei. Lo straniero deluso tra rifiuti e rovine
Il ministro Sandro Bondi visita gli Scavi di Pompei con una guida turistica. I visitatori lo criticano per la mancanza di manutenzione e la condizione del sito. La guida turistica gli spiega che la casa di Polibio è in restauro, quella di Cornelia ha problemi di stabilità e la Casa dell'Orso Ferito è in pericolo di crollo. Il ministro risponde con una battuta sarcastica, ma poi si scusa e promette di fare qualcosa per risolvere i problemi. I visitatori continuano a criticare la situazione e a chiedere azioni concrete per salvare il sito. La visita del ministro è segnata da una serie di critiche e preoccupazioni per la mancanza di manutenzione e la condizione del sito.
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